Nella notte tra giovedì e venerdì, i 28 stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra; ad annunciarlo su Twitter è stato il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy: “Buone notizie per il clima, per la salute dei cittadini, per i lavori sostenibili e per i colloqui in vista di Parigi 2015.
Entro il 2030 tutti gli stati che hanno sottoscritto l’accordo si impegneranno a ridurre del 40% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli registrati nel 1999, inoltre la produzione di energia da fonti rinnovabili è stata fissata al 27%, così come l’incremento dell’efficienza energetica.
Nel comunicato finale si legge che ogni paese, comunque, sarà “libero di fissare propri target nazionali più alti“.
Per quanto riguarda l’interconnessione delle reti energetiche, i 28 membri si sono mostrati concordi nel fissare la quota al 10% entro il 2020 e al 15% entro il 2030. Soddisfatto per l’esito positivo della riunione, Van Rompuy ha evidenziato che è ormai chiaro, date le turbolenze in atto in Ucraina e in Medio Oriente, quanto sia vitale ridurre la dipendenza energetica europea. L’accordo sul pacchetto clima “è molto ambizioso per il pianeta, perchè l’Europa sta dando l’esempio“, ha detto il presidente francese François Hollande.
Secondo Angela Merkel, l’Unione Europea può essere considerata un elemento decisivo negli accordi sul clima che avranno luogo a Parigi, a dicembre dell’anno prossimo.

Durante la discussione per il conseguimento dell’intesa, alcuni stati dell’est Europa hanno fatto presente la loro preoccupazione per un possibile aumento dei costi dell’energia, data la loro notevole dipendenza dal carbone; proprio per questo sono riusciti ad ottenere una clausola che gli permetterebbe di rivedere l’intesa dopo l’incontro di Parigi nel 2015, nel caso non si raggiungesse un accordo ambizioso in egual misura a livello globale (preoccupano soprattutto le risposte di Cina, India e Stati Uniti). Tuttavia, la nuova premier polacca Ewa Kopacz ha assicurato che “non ci saranno oneri aggiuntivi“.

Se il raggiungimento dell’accordo sulla limitazione dei gas serra ha avuto buon esito, risulta difficile credere che esso verrà applicato nella sua interezza da tutti i 28 stati membri entro la data stabilita; almeno possiamo essere quasi certi che i parametri decisi non saranno soggetti a flessibilità: il Presidente Van Rompuy ha avvertito che saranno mantenuti tutti i parametri decisi e non si potrà andare al di sotto.

Bruno Formicola