Qualunque persona tra i dieci ed i trent’anni, che sia sfegatato o mite appassionato di calcio, ha avuto nella vita almeno un approccio con il Fantacalcio. Si, quel gioco dove si studiano aste per giornate intere, si fa lavoro di scout per scoprire il carneade di turno dalle potenzialità immense, si irride l’avversario per aver speso cifre enormi per l’equivalente calcistico della Fiat Duna dell’84, quel gioco che, dicevamo, è un luogo virtuale dove amicizie reali decennali, nate a scuola o nel servizio militare, saldate da cene, birre e partitelle di calcetto, rischiano di rompersi come un matrimonio celebrato a Las Vegas.

La parte più bella, quella che emoziona le persone soltanto a pensarci sopra ed a raccontarle agli amici, è naturalmente quella del pre partita: in migliaia hanno scritto del pathos della preparazione dell’asta, in tanti hanno discusso dell’estate precedente la stessa, scandita dalle mattinate passate a comprare la Gazzetta o il Corriere dello Sport per spulciare qualche news sui nuovi acquisti.

Tenendo conto che oggi si gioca già di sabato dopo pranzo, il tutto comincia il Venerdì precedente: un sms o un messaggio su Facebook, Twitter, Google+ o piccione viaggiatore annuncia il termine: “Entro le quattordici e trenta di Sabato dovete consegnare le formazioni”. E’ lui, l’Organizzatore, figura mitologica metà uomo e metà edicola, metodico ed amichevole, che si è assunto la responsabilità lavorativa di raccordare dagli 8 ai 12 pazzi in un gioco che dura tutto l’anno. Dietro quel messaggio la solita speranza, e cioè che non si arrivi all’ultimo momento. Speranza vana: solitamente, oltre a coloro che la formazione la consegnano giusto quanto basta per non essere penalizzati (e che di solito finiscono fra i primi tre in classifica a fine campionato, fra i rimbrotti e le minacce di morte degli altri partecipanti), la stragrande maggioranza avrà consegnato la formazione alle quattordici e ventinove, in una pioggia di messaggi di ritorno che manda fuori uso il gestore telefonico dell’organizzatore. Organizzatore che è persona talmente integerrima da non scappare con i soldi delle quote periodiche che sono da lui depositate per la spartizione di fine anno ai vincitori.

E mentre le candidature del soggetto per la gestione della Banca d’Italia si sprecano, l’organizzatore termina il pre partita sistemando in un forum ad hoc tutto il materiale, preparandosi mentalmente ai conteggi del post partita.
Per il semplice partecipante la questione è più complessa, e dipende dai casi: c’è chi apre in contemporanea otto siti internet sportivi per incrociare le probabili formazioni, riuscendo dell’impresa straordinaria di rimanere sempre con almeno una riserva d’ufficio. C’è il tradizionalista che si affida al Televideo, stando lunghi momenti in attesa che le pagine scorrano per attingere le informazioni utili e vitali per prevalere in quella giornata.

C’è chi ha la stessa formazione per due giornate e vince perché l’avversario, magari metodico, fa autogol con Biraghi, preparando il cammino per Santiago a riparazione di tutto ciò che gli sarà uscito dalla bocca in seguito al fatale episodio.

Tempo fa si scrisse di un articolo sul Tifoso Italiano. Bene, per capire fino in fondo come sia fatto il tifoso Italiano basta vederlo giocare il Fantacalcio.

E qualcuno si chiede perché questo gioco è durato così tanto. Il redattore finisce qui: come al solito ha dimenticato di indicare la formazione.

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Pier Gaetano Fulco