Buone nuove in arrivo per gli italiani. Alcuni, tra cui il Fatto Quotidiano, lo hanno definito come «il regalo di Natale di Matteo Renzi», altri come la manovra politica che si attendeva da troppo tempo, ma dal 2015 il Canone Rai verrà rivoluzionato. Totalmente.

Il governo, dal gennaio del prossimo anno, mira a ridurre il temutissimo Canone dai 113,50 euro pagati dagli italiani, indistintamente dalla fascia di reddito di appartenenza, trasformandolo in una imposta generica, che andrà dalle 30 alle 80 euro, tenendo dunque conto delle disponibilità economica di ogni famiglia con almeno un televisore.

In questo caso il governo viene incontro alle esigenze di tanti cittadini da sempre in forte polemica per l’elevato Canone (tra i più alti d’Europa), ma tenderà a garantire alla Rai, comunque degli incassi non indifferenti, pari a 5,1 miliardi di euro in tre anni o, qualsivoglia, 1,7 miliardi di euro annuali. Cifre che, guardando nello specifico, non si discostano poi da quelle che la Radiotelevisione Italiana guadagna tutt’ora.

Ecco come il governo, dunque, tende a voler rendere meno impopolare il Canone Rai, sforzandosi di portare all’interno del Consiglio dei ministri il decreto legge presentato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli. «Il nuovo canone non si pagherà con la bolletta elettrica e non si tramuterà in una gabella legata alla casa come in Francia e in Germania, ma al di là delle modalità di versamento che troveremo d’intesa con il ministero dell’Economia, quel che conta sarà la logica: pagheremo tutti, pagheremo con più equità» e ancora «lavoriamo per rinsaldare un patto di fiducia tra la Rai e il suo pubblico».

L’unica incognita da dover risolvere sono i quasi 600 milioni di euro evasi. Troppi sono infatti i cosiddetti furbetti che non pagano il Canone Rai e a tal proposito Giacomelli, dal palco della Leopolda ha spiegato che «noi puntiamo a eliminare l’evasione. Tecnicamente si può fare, mi chiedo perché non sia stato mai fatto. Ci sono vari sistemi in uso in Europa, arrivando ora a casa nostra, possiamo utilizzare un mix interessante. Stiamo valutando».

Maria Stella Rossi