POMIGLIANO D’ARCO – La Locomotiva: i cittadini di Pomigliano D’arco, attraverso il voto alle ultime elezioni, hanno dato al Partito Democratico locale una responsabilità, quella di presentare alla città un progetto di governo improntato all’innovazione e il compito di farsi baricentro di una coalizione di centro-sinistra che, di pari passo al PD, applichi simili principi di rinnovamento. Per questo il PD di Pomigliano ha dato inizio al movimento “La Locomotiva” che si è presentato questa mattina.

All’iniziativa hanno preso parte vari attivisti del partito democratico. Ad inaugurare la mattinata è stata Giulia Bladier, vicepresidente PD Campania, che ha spiegato la scelta del luogo: l’incontro di stamattina si è tenuto infatti nella vecchia stazione di Pomigliano, scelta ironica ma allo stesso tempo simbolica; quest’area, punto di connessione tra il centro cittadino e la nuova circumvesuviana, tra il centro urbano e gli indotti industriali, per troppo tempo è stata abbandonata a sé stessa ma poco più di un anno fa ha dimostrato, più di ogni altro luogo, quanto la città sia ricca di risorse ed energie e, soprattutto ha dimostrato quanto sia facile ripristinare la bellezza di un luogo, di una comunità, se solo si crede con fermezza che sia possibile farlo. E quale posto migliore dell’ex stazione per far partire La Locomotiva?! Ha preso poi la parola Michele Tufano, segretario del PD, che ha spiegato il senso della scelta della locomotiva come simbolo. La locomotiva fu inventata da Richard Trevithick; anche James Watt (un nome forse più noto) teorizzò il concetto di un motore a vapore ma non lo sperimentò credendo fosse troppo pericoloso per la sicurezza umana, Trevithick invece la vigilia di natale del 1801 portò la sua famiglia in gita sul primo prototipo di locomotiva. Trevithick ebbe il coraggio di mettere a rischio la propria vita e quella delle persone a lui care perché era profondamente convinto che la sua invenzione funzionasse, credeva nella sua idea. E da un piccolo gesto di sicurezza nelle proprie capacità è partita una delle più grandi rivoluzioni della storia moderna, la così detta rivoluzione industriale. Ed è proprio questo che il PD stamattina ha voluto comunicare: ha invitato i suoi concittadini a credere nelle possibilità e nelle risorse di Pomigliano, li ha esortati a partire, a correre, a rischiare. Tufano spiega anche la scelta del giorno: di questi tempi l’anno scorso si spegneva un attivista del Partito Democratico pomiglianese, Felice Sodano; una persona sempre presente per la propria città che credeva che le cose non si predicano ma si praticano e, che proprio più di un anno fa era intento a pulire quella stessa stazione per migliorare un bene pubblico, una risorsa per il suo paese; in poche parole un esempio da seguire, un esempio che La Locomotiva vuole seguire. Perché sono queste le persone che si caricano della responsabilità di rendere bella la propria casa, che la vivono e sanno di cosa ha bisogno, ed è anche su questo che Michele ha insistito oggi: sul dare la parola al popolo. Perche i cittadini hanno il diritto di dire la propria opinione, non devono vendersi e scegliere lo schifo, non devono farsi convincere da chi dice che a Pomigliano tutto va male, non devono raccontare il proprio odio e il proprio rancore sebbene legittimo, ma devono urlare alle istituzioni che la loro città ha infinite opportunità e che le cose possono cambiare, ma soprattutto migliorare. Devono praticare l’allegria, andando contro corrente. Si è anche detto di come Pomigliano debba affrontare i grandi temi della disoccupazione, del furto delle sedi locali delle industrie, dei fondi europei che vengono persi, del mercato agroalimentare bloccato perché “terra dei fuochi”, ma soprattutto di sfruttare le intelligenze giovanili. La popolazione scolastica di Pomigliano è di circa otto mila studenti, ai quali va offerto un motivo per restare, una motivazione per impegnarsi a lottare. Vanno proposte istituzioni di qualità e bisogna rinunciare alla criminalità organizzata, per questo La Locomotiva chiederà il casellario giudiziario a chi vorrà candidarsi alle prossime elezioni e per la prima volta verranno attuate le primarie per le candidature a sindaco; in modo tale che il popolo risponda alle fatidiche domande: cosa bisogna fare? E chi deve farlo? Tufano conclude con un’emblematica frase di Emily Dickinson : “Non conosciamo mai la nostra altezza finche non siamo chiamati ad alzarci”. Continua poi Valentina Paris, deputata PD, segretaria nazionale PD e responsabile enti locali. Paris ribadisce, approfondendo, temi detti in precedenza e ne affronta altri, come la battaglia per la presenza femminile in parlamento e la necessità di dar voce a chi non può parlare; affronta anche il tema della battaglia sulle leggi di stabilità per evitare che la partita iva aumenti, creando i nuovi esclusi della società, spingendo determinate persone a pagare di tasse più di quanto guadagnino. Valentina ammette determinati errori commessi dal Partito Democratico, a Genova ad esempio, e invita a rialzarsi sottolineando che prima di globalizzare i mercati bisogna globalizzare i diritti; l’Italia non deve avere distinzioni fra cittadini di serie A e cittadini di serie B. C’è bisogno di pari opportunità.

Il nostro paese ha la necessità di sapere su cosa investire; ha bisogno dell’aiuto dell’Europa, deve sentirsene parte integrante. C’è bisogno di una generazione che si metta in gioco fin in fondo e per far ciò ha bisogno che gli enti locali costruiscano condizioni di opportunità per i propri cittadini. Bisogna avere il coraggio di denunciare i soprusi di un governo regionale che attua opere pubbliche per finanziare imprenditori parassiti. Bisogna ascoltare i lavoratori. A detta della deputata Paris il PD ha le carte in regola per affrontare tutto ciò e risolvere le contrapposizioni interne. Pomigliano a bisogno di una speranza e per tanto bisogna ricostruirne le fondamenta. Così si è conclusa la presentazione di stamattina, La Locomotiva ha iniziato la sua corsa, ora chi salirà a bordo?

Simona Pisano