Napoli – La Mostra d’Oltremare, il più grande polo fieristico del sud Italia ― ben 720.000 m² ―, rischia un commissariamento che potrebbe comprometterne le attività economiche, mettendo a rischio il lavoro dei dipendenti. Dal 2001 la Mostra diventa una Società per Azioni con il compito di gestire e valorizzare il patrimonio già dell’Ente Autonomo Mostra d’Oltremare, nonché di promuovere attività fieristiche ed eventi culturali, turistici e sportivi. Da anni è inoltre sede di diversi congressi. La Mostra è quindi una risorsa per la città di Napoli, per i dipendenti e per la cittadinanza. In seguito alla conversione in S.p.A., è stato riorganizzato anche il quadro delle attività. Sono stati rifunzionalizzati: il Teatro Mediterraneo, il Laghetto dei Bagni di Fasilides, il Centro Benessere WeDo, la Fontana dell’Esedra. Questi solo alcuni esempi. Il piano di riqualificazione, infatti, fa parte di un quadro ben più ambizioso, denominato Grande Progetto. Parte della sua realizzazione dipende dal finanziamento europeo. I soldi stanziati verrebbero utilizzati per i lavori di riqualificazione e per ampliare i servizi della Mostra. Il condizionale è d’obbligo, però, poiché il finanziamento è a rischio. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Antonio Amato, che annuncia preoccupato il possibile commissariamento della Mostra d’Oltremare. Il 24 Ottobre scorso, infatti, l’assemblea dei soci della Mostra, in seconda convocazione, non si è svolta. Come previsto dalla legge, il nuovo Cda dovrà essere nominato entro trenta giorni, conclusi i quali, in caso di mancata formazione del Cda, i fondi potrebbero essere bloccati. In ballo 50 milioni e il futuro dei dipendenti della Mostra. Amato va giù duro dichiarando la «gravissima irresponsabilità istituzionale del Comune di Napoli e della Regione Campania», perché incapace di risolvere l’impasse che da mesi blocca il Cda. Una situazione del genere, infatti, ferma le attività produttive mettendo a rischio il lavoro dei dipendenti e il servizio delle ditte fornitrici. Perdere un finanziamento di 50 milioni di euro per mancanza d’organizzazione è inaccettabile per il consigliere. Quei soldi sono necessari per portare avanti un progetto importante, per la riqualificazione di alcuni immobili come la Torre delle Nazioni e il Padiglione Libia. Lo stanziamento di questi soldi è atto di fiducia e stima da parte della Comunità Europea consapevole dell’unicità, nel suo genere, della Mostra d’Oltremare. I dipendenti, gli abbonati e i fornitori sperano che entro i trenta giorni previsti la questione possa risolversi positivamente.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale e magistrale, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani , importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e quasi una missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale, anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero News” occupandosi di sociale, cronaca, cultura e politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizionie e bellezza.