La Società Sportiva Calcio Napoli ogni anno perde oltre 15 milioni di euro a causa delle fatiscenti condizioni del San Paolo. Il club partenopeo incassa in media dallo stadio di Fuorigrotta tra ticket ed abbonamenti 18,8 milioni di euro a stagione (circa 15 milioni nel biennio 2012-2013), mentre invece se adeguatamente ristrutturato ed ottimizzato potrebbe produrre introiti superiori ai 30 milioni. A certificare quanto esposto poc’anzi è la relazione firmata da Michele Uva, Direttore Generale del Coni Servizi, il quale ha anche dichiarato (in occasione della relazione conclusiva consegnata al Comune di Napoli a luglio per stimare il valore d’uso dell’impianto ai fini del rinnovo della convenzione):“Lo stadio San Paolo non può essere ad oggi considerato uno stadio moderno che permette lo sfruttamento delle potenzialità proprie della S.S.C. Napoli”.

Per l’affitto dell’impianto, la società di De Laurentiis versa annualmente al Comune di Napoli circa un milione di euro, mentre secondo il Coni non dovrebbe pagare più di 518.000 euro, infatti la stima affittuaria del Comitato Olimpico Nazionale Italiano per il San Paolo è di 868.000 euro, ai quali però andrebbero sottratti 350.000 euro per la manutenzione del campo ad appannaggio del Comune, che invece sono a carico dalla S.S.C.Napoli. Stando alla classificazione Uefa, uno stadio di analoga capienza (60.240 posti) è considerato Cinque stelle – élite e dovrebbe avere un canone affittuario annuale di 2.158.000 euro, ma per le motivazioni succitate, la Società azzurra non solo non ne ricava introiti ottimizzati ma anzi solo per biglietti e abbonamenti perde circa 7,6 milioni ogni anno a causa di:

  • Inagibilità del terzo anello.
  • Bassa qualità/quantità di servizi igienici e punti ristorazione (al San Paolo sono previste 21 eateries zone, ma non tutte sono raggiungibili e quelle che funzionano: “Non sono in linea con aspettative e standard”, comportando un costo ulteriore di circa 980.000 euro a stagione.
  • Difficoltà nel controllare il pubblico nella fase di deflusso sia in ingresso che in uscita dallo stadio.
  • Totale inesistenza degli skybox (salette da 4 a 10 posti a mo’ di privè).
  • Assenza di un settore corporate hospitality con cui poter offrire pacchetti riservati alle imprese che negli stadi più evoluti determinano anche il 40-50% dei ricavi (al San Paolo dovrebbe coprire almeno 750 posti per un incasso di 4 milioni di euro).
  • Assenza di un settore vip (di almeno 200 posti) che potrebbe fruttare 2,1 milioni di euro con biglietti da 380 euro ciascuno.
  • Assenza di una vera e propria area adibita al merchandising (per la vendita di gadget e di prodotti del brand Napoli, nello stadio c’è un unico negozio aperto soltanto in occasione delle partite, con mancati incassi per 350.000 euro all’anno).
  • Assenza di parcheggi adeguati per il pubblico (i 100 posti auto disponibili al San Paolo sono riservati al Comune, con un mancato introito su base annua di oltre 40.000 euro).
  • Cattiva gestione delle pubblicità/sponsor inerenti allo stadio (dalla pubblicità sul tabellone luminoso, dalle affissioni all’esterno dello stadio, da eventuali concerti e visite guidate, il Napoli potrebbe ricavare circa 150.000 euro, visto che, secondo la convenzione con il Comune, l’impianto è ad uso esclusivo alla S.S.C. Napoli anche nei giorni in cui non ci sono partite da disputare).

Tutti questi introiti mancati (cumulabili per un totale di oltre 15 milioni di euro) in 10 anni di gestione ADL avrebbero portato nelle casse del club circa 150 milioni di euro in più, abbastanza per costruire una squadra più forte di quella attuale (magari trattenendo anche Cavani e Lavezzi) o quantomeno per acquistare qualche top players funzionale alla causa azzurra. Ancora una volta quindi la politica imprenditoriale del Presidente De Laurentiis non risulta essere vincente, sia per quanto riguarda i risultati sul campo, sia per quanto concerne l’ottimizzazione prettamente economico/finanziaria dei ricavi del club (leggi anche: S.S.C. Napoli: il bilancio dell’era De Laurentiis).

Dai dati emersi, è evidente che non è più dilazionabile una scelta definitiva sulla ristrutturazione del San Paolo da parte della società e del Comune, infatti il progetto deve essere depositato in Comune entro marzo 2015; data entro la quale potrebbero esserci sviluppi anche sul fronte ADL-Hamad Al Thani (leggi anche: De Laurentiis vende il Napoli e Hamad Al Thani: lo sceicco che vuole in Napoli).

Fonte virgolettati: coniservizi.coni.it

Fonte dati statistici: uefa.com

Fonte immagine in evidenza: vecchiostamposito.altervista.org

Fabio Palliola