La legge di bilancio sembra aver imboccato i binari giusti. Con la lettera di risposta inviata a Bruxelles dal Ministro Padoan dovrebbe essere terminata la soap opera legata all’approvazione degli organi europei. Rispetto alla bozza iniziale, inviata a Bruxelles, si è fatto una nuova correzione di quasi 5 miliardi di euro, portando la correzione del deficit strutturale dallo 0.1% allo 0.3%, una posizione di compromesso rispetto allo 0.5% richiesto in principio dalla Commissione Europea. Il Ministro, lungo la lettera, ha spiegato che l’Italia non può in alcun modo fare di più.

L’Italia, come scrive Padoan a Bruxelles, vive una recessione lunga 4 anni, in cui ha perso il 9% del PIL in rapporto al 2008. Serve una politica che sia improntata sulla crescita, lo sviluppo e l’occupazione, spiega il Ministro cercando di giustificare la correzione del deficit solo dello 0.3%. I 4.5 Miliardi di euro, con cui il governo di Renzi punta a ristabilire una correzione del deficit secondo i nuovi accordi europei, saranno presi da vari fondi: 3.3 miliardi, la parte più cospicua, saranno prelevati dal fondo per l’abbassamento delle tasse, 0.5 miliardi dai fondi di cofinanziamento dell’UE, e 0.73 miliardi dall’estensione del regime del reverse charge IVA.

Se la vicenda bilancio sembra essere finalmente chiusa con l’UE è invece in alto mare la situazione con i sindacati. Ieri a Roma i sindacati hanno incontrato i ministri Poletti, Padoan e Madia, con Renzi assente. I sindacati, con in testa la Camusso, forte della gigantesca manifestazione dello scorso sabato, hanno definito l’incontro “surreale“. Secondo il leader della CGIL, infatti, il governo non ha la minima intenzione di trattare con le parti sociali. “L’esecutivo non intende, non dico condividere con le parti sociali, ma neanche provare a misurarsi. Questo non ci pare un governo innovatore. E’ sembrato che gli incontri – continua la Camusso – siano dei luoghi dove le parti dicono solo quello che pensano, senza reale confronto. Avevamo detto che in assenza di risposte saremmo andati avanti con lo sciopero generale. Mi pare che siamo in assenza di risposte“. Secondo fonti interne, i ministri non avevano il mandato di trattare con le parti sociali ma esclusivamente di illustrare la manovra. Le fonti sono poi confermate dallo stesso Renzi, secondo cui “le leggi si fanno in parlamento, non con i sindacati“, chiudendo, di fatto, tutte le porte per un’eventuale condivisione della manovra.

Padoan ha detto ai giornalisti che l’incontro è andato “bene“, e sulla stessa linea anche Poletti, che conferma poi quanto detto dal premier. Furlan, nuova leader della CISL, ha usato toni molto più concilianti rispetto al segretario della CGIL, mostrandosi più aperta al dialogo.

Ma sul bilancio pare ci siano ben poche speranze per i sindacati, anche visto il chiaro endorsement del mondo dell’industria e della finanza. Squinzi, presidente di Confindustria, ha pubblicamente elogiato Renzi per l’azzeramento della componente del lavoro sull’IRAP ed ha apertamente attaccato i sindacati: “Il posto fisso non esiste più, i sindacati ammettano che sul lavoro hanno difeso gli indifendibili“. Un forte sostegno arriva anche dagli Stati Uniti, con il Wall Street Journal che dice di “apprezzare i modesti sforzi di Renzi” per rilanciare l’economia italiana, e suggerisce di tenere duro contro la CGIL, “il movimento di suicidio economico italiano“. Secondo la rivista finanziaria americana, infatti, Renzi sta facendo dei passi in avanti per il rilancio dell’economia italiana ma, contemporaneamente, rimproverando il giovane premier di poter fare di più, passando poi all’attacco del sindacato all’indomani della manifestazione di Roma.

Francesco Di Matteo