POZZUOLI– Il Sud Italia ed in particolare la Campania sembrano volersi liberare dalle etichette di arretratezza e staticità che vengono loro affibbiate, soprattutto dal punto di vista sanitario.
Dopo i recenti studi di ricerca sul vaccino contro l’Ebola, svolti nei laboratori del Ceinge (Centro di Ingegneria Genetiche) cui hanno lavorato più di venti ricercatori perlopiù napoletani e che hanno portato a straordinari risultati, all’Ospedale Santa Maria delle Grazie dell’Asl Napoli 2 Nord di Pozzuoli è stato impiantato il primo defibrillatore sottocutaneo senza fili nel Sud Italia ad un paziente 40enne affetto da cardiomiopatia dilatativa.
Intervento e tecnologia all’avanguardia per la sanità napoletana.
Questo dispositivo, approvato a Barcellona dalla Società Europea di Cardiologia nel mese di Settembre, ha la funzione di monitorare il battito cardiaco e di intervenire in caso di aritmia grave, con il vantaggio di non essere collegato direttamente al cuore attraverso gli elettrodi come invece accadeva con le precedenti linee guida non senza complicazioni.
L’utilizzo di questa tecnologia permetterebbe dunque la funzione di controllo eliminando il rischio di lesioni e infezioni al muscolo cardiaco, oltre a fornire una maggiore libertà di movimento al paziente.
L’intervento è stato svolto dall’equipe di cardiologia interventistica dell’ospedale di Pozzuoli guidata dal dottore Mattia Liccardo, il quale ha motivato l’intervento in questi termini: «Questa nuova tecnologia si addice soprattutto ai pazienti più giovani. E’ verificato, infatti, che i defibrillatori tradizionali col passare del tempo possono portare complicazioni, come infezioni gravi e sono perfino soggetti a rotture. Questa nuova tecnologia garantisce una migliore qualità della vita»

Gianmarco Maiolini