Trovati altri cadaveri nei pressi di Iguala, in Messico. Il tragico sospetto diventa quindi una certezza: i 43 studenti spariti il 26 settembre sarebbero stati consegnati alla banda di narcotrafficanti “Guerreros Unidos” che li avrebbe fatti sparire trucidandoli.
Ma per capire la vicenda bisogna tornare al 26 dello scorso mese, quando un gruppo di studenti della Scuola magistrale “Raul Isidro Burgos” di Ayotzinapa era arrivato ad Iguala per celebrare il 46esimo anniversario del massacro di Tlatelolco del 2 ottobre 1968, in cui più di 300 giovani manifestanti vennero brutalmente massacrati dai reparti speciali di polizia ed esercito dieci giorni prima della cerimonia d’inaugurazione dei Giochi Olimpici, svoltisi quell’anno proprio a Città del Messico.
Gli studenti hanno raccontato che alcuni uomini armati, spalleggiati da una ventina di agenti della polizia municipale, li hanno fermati accusandoli di aver rubato i veicoli sui quali stavano viaggiando. In pochi minuti gli agenti hanno aperto il fuoco contro i ragazzi che sono scappati per le vie della città.

Ma era soltanto l’inizio. Poche ore dopo un commando armato ha aperto il fuoco contro alcuni studenti che si erano fermati a raccontare l’accaduto ad alcuni giornalisti locali, mentre un altro gruppo armato di mitragliatrici hanno sparato contro il pullman su cui viaggiava una squadra di calcio, Los Avispones di Chilpancingo. Il bilancio finale della giornata è stato di sei morti: due studenti, due giovani calciatori e gli occupanti di un taxi passato attraverso la linea del fuoco per caso. Altre 25 persone risultano ferite, mentre 43 studenti invece sono scomparsi misteriosamente nel nulla.

Il procuratore generale del Messico Murillo Karam, chiamato ad indagare sulla vicenda, ha riferito alla stampa che i funzionari locali avrebbero radunato gli studenti fermati in una stazione di polizia per poi spostarli a Cocula, una cittadina a 10 km da Iguala. Ad un certo punto sarebbero stati consegnati ai narcos che li avrebbero caricati su un camion dell’immondizia per ucciderli in una zona alla periferia di Iguala.

Le autorità messicane hanno messo in piedi le ricerche degli studenti sulla spinta dalle manifestazioni sempre più violente che hanno incluso anche l’incendio del municipio di Iguala la scorsa settimana. Prima della scoperta di ieri, gli investigatori avevano trovato 11 tombe clandestine contenenti 38 cadaveri nelle colline circostanti Iguala, ma il test del DNA ha stabilito che non erano quelli degli studenti scomparsi.
Sempre le indagini indicherebbero che che il massacro sarebbe stato ordinato da Jose Luis Abarca, sindaco di Iguala, che è attualmente latitante insieme alla moglie ed al capo della polizia della città, mentre sono 50 le persone arrestate per il loro coinvolgimento nel massacro, tra cui il capo dei Guerreros Unidos e decine di poliziotti.

Il crimine ha scosso l’opinione pubblica messicana ed internazionale, ed in tutto il paese si sta protestando in merito al coinvolgimento di funzionari pubblici e poliziotti nel massacro. La scorsa settimana, il governatore dello stato di Guerrero, Angel Aguirre, si è dimesso sotto il peso delle accuse sulla gestione del caso da parte dello Stato e sul suo sostegno politico ad Abarca.

Giacomo Sannino