In seguito alla Manifestazione del 25 Ottobre, promossa dalla CGIL, ed all’evento della Leopolda, in più parti nel Partito Democratico si è parlato della possibilità che possa avvenire una scissione delle frange più a sinistra dello stesso. Sono due modelli che si scontrano, e nel dibattito conseguente i due eventi è intervenuto Massimo D’Alema, escludendo che la scissione possa essere benefica per il Partito ed il Paese: “Sarebbe un errore, bisogna battersi nel PD per le idee e i valori in cui crediamo” ha dichiarato, in un’intervista, l’ex Presidente del Consiglio, che però non nasconde l’esistenza di problemi all’interno del Partito. E vede un pericolo reale nella diminuzione dei tesserati, parlando di “… una scissione silenziosa, fatta di tante persone che non rinnovano la tessera”. Per evitarla: “… si deve rendere più visibile e incisiva la presenza delle posizioni autenticamente riformista”.

Nell’intervista D’Alema critica aspramente il Premier: “Per ora vedo soltanto annunci. E uno stile di governo preoccupate che punta a creare fratture nella società. Nel modo in cui vengono affrontate queste cose emerge una volontà di rottura con il sindacato che è sbagliata. Questo modo di fare spacca il Paese, prima ancora che il PD. Sull’articolo 18 si è condotta una polemica tutta ideologica”. Sottolinea inoltre che “La priorità è risollevare la produttività del lavoro e in questo senso credo che dovremmo aprire una discussione seria sul decentramento dei contratti”. E sulla Legge di Stabilità si sofferma D’Alema, parlando di conferma dell’orientamento verso “Politiche di austerità, ma si ottiene uno sconto. Non c’è la svolta auspicata”.

Ma il Premier poteva ottenere più da Bruxelles? La risposta dell’ex Premier è che finora si è manifestata una “… notevole debolezza del campo delle forze socialiste. La cancelliera Merkel ha dimostrato di essere l’unico leader che ha una visione europea: non ha puntato a un risultato facile per ottenere il plauso di qualche giornale di casa, ma ha di fatto blindato intorno ai conservatori tutte le posizioni chiave della nuova Europa”.

Pier Gaetano Fulco