ITALIA – Legge di stabilità, un notevole dietro-front su questa mossa, la quale prevedeva di abolire i commissari esterni per incamerare i 140 milioni di euro che sono spesi per effettuare gli esami.
La legge proposta dal DDL era partita dalla Ragioneria dello Stato per poi arrivare al Quirinale e ciò che si prevedeva era che, nel 2015, le nuove commissioni d’esame fossero formate da ben sei membri interni e solo uno esterno: il presidente di commissione ed è così che essa av rebbe portato a un risparmio di circa 147 milioni di euro, salvo i 40 per i presidenti.
Subito malcontento fra i professori della “vecchia scuola” e non solo, i quali hanno reclamato in più di 5.200 usando come arma di protesta la propria firma. La petizione è stata presentata sul sito change.org da Giorgio Allulli, già responsabile del Reference Point Nazionale per la qualità dell’Isfol.
Egli si è detto più che soddisfatto, dato che a prevalere, sono state delle cause giuste.
La petizione, da lui promossa, non era finalizzata a continuare sulla strada del conservatorismo, poiché, ben si sa che c’è molto da riformare a livello scolastico ma senza dubbio essa debba avvenire senza tagli ma partendo da riforme interne e, soprattutto da scelte meditate. Il responsabile del Reference Point Nazionale pensa ad alcune proposte: «Per esempio si può pensare alla correzione centralizzata delle prove d’esame, come si fa in Germania, in Francia, in Gran Bretagna». Quello che è certo – sostiene ancora – «è che in nessun modo il risparmio può giustificare la lesione del principio di una valutazione esterna degli alunni».
La riforma, oltre che portare un malcontento fra i commissari esterni, aveva portato una ventata di “cattive notizie” anche agli interni, i quali, non avrebbero ricevuto alcun vantaggio da essa.
«Molti dei supplenti annuali, con scadenza del contratto a giugno, presenziano ogni anno agli esami di maturità – faceva notare il portale Skuola.net -. Che cosa accadrà quindi all’esame di Stato 2015, nel caso in cui il supplente finisce il suo lavoro con il mese di giugno e non viene pagato per restare in cattedra anche a luglio?».
In ogni caso, il Ministro Giannini stesso ha annunciato che a gennaio si tornerà a riparlare della struttura del nuovo esame di maturità il quale potrà ancora una volta risultare inadatto alle aspettative comuni.

Claudia Polo