Il Ponte sullo stretto pareva essere un argomento superato, nonostante tutto. Ma così, forse, non è, oggi Repubblica scrive che all’interno del Def, il Documento di economia e finanza, compare un finanziamento di circa 1.3 miliardi di euro alla Società Stretto di Messina Spa. Lo denunciano i parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà, che auspicano si tratti di “un grossolano errore”. Ma per ogni eventualità e stranezza, meglio esserne certi, così hanno chiamato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ad un’interrogazione parlamentare, perché “va chiarito che il Governo non voglia riaprire la questione”.

Ed è chiaro che non si vuole tornare a discutere del ponte sullo stretto, dopo che nel 2012 si chiudevano le porte al progetto, il ponte sarebbe costato 10 miliardi di euro e con la rinuncia si sarebbe pagata solo una penale di 300 milioni. Questo, almeno riguardava le scelte fatte due anni fa. Ma le sorprese arrivarono pochi giorni dopo con l’articolo 8 all’interno del testo della legge di stabilità, nel quale, il governo affidava al fondo per lo sviluppo e la coesione una dotazione di “250 milioni di euro per l’anno 2013 da destinare all’attuazione delle misure urgenti per la ridefinizione dei rapporti contrattuali con la Società Stretto di Messina Spa. Ulteriori risorse fino alla concorrenza di 50 milioni di euro sono destinate alla medesima finalità”.

300 milioni di euro, la stessa cifra che serviva al governo per dire no al ponte. Ma quindi, si è chiuso o no il progetto? Ni. Con il provvedimento, il ponte si sarebbe messo nel congelatore, aspettando una verifica per rivalutare la fattibilità dell’opera. A sospendere l’opera fu Mario Monti.

Ed è qui, che Sel, oggi rilancia la questione, per il capogruppo alla Camera, Arturo Scotto, questo finanziamento di circa 1.3 miliardi è “il segno della continuità tra gli anni passati e la nouvelle vague di Renzi. Questo atto si iscrive dentro una scelta ben chiara che il Governo ha fatto negli ultimi mesi di sostenere grandi opere e non la più grande opera di cui ha bisogno il nostro Paese: il riassetto idrogeologico.” Protesta anche M5S: “Con la rinascita del progetto del Ponte sullo Stretto, mafia e affaristi del cemento ringraziano” ha affermato Alberto Airola, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato.

Luca Mullanu

 

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.