Il Milan visto contro la Fiorentina ha fatto un evidente passo indietro a livello di gioco ed il fatto di non aver capitalizzato il gol di De Jong al cospetto di una sufficiente Fiorentina deve accrescere i rimpianti della formazione rossonera. Dopo 8 giornate di campionato Inzaghi non ha ancora plasmato l’ identità tattica della squadra e la sensazione è che gli esperimenti non siano ancora finiti.

Il tecnico rossonero ha abbandonato definitivamente il 4-2-3-1 che aveva caratterizzato le gare contro Cesena e Chievo? Nonostante i 4 attaccanti in campo la squadra è sembrata piuttosto equilibrata data la congiunzione tra gioco offensivo e copertura. Inzaghi invece, contro un avversario in difficoltà come la Fiorentina, ha preferito riproporre il 4-3-3 senza punti di riferimento in avanti, con Menez falso nueve e Honda ed El Shaarawy ai lati pronti a ripartire negli spazi.

E Torres? Che lo spagnolo debba giocare con più costanza è chiaro, infatti il 4-2-3-1 sembra essere fatto apposta per lui. La storia del falso nueve regge solo in ambienti catalani. Fernando, reduce da 4 anni negativi in Inghilterra, ha ancora qualche cartuccia da sparare e a Londra, in parte, se ne sono accorti. Lo spagnolo con la sua fisicità può tenere impegnata la difesa avversaria ed aprire quindi varchi per gli inserimenti dei trequartisti alle sue spalle. Il Milan ha bisogno di tenere palla perché se deve correre per recuperarla dopo un tempo scoppia, e se poi a centrocampo manca la qualità, a maggior ragione il pallone va tenuto lontano dall’area e sopratutto dai piedi dei centrocampisti; meglio dare sfogo alla fantasia e alle ripartenze.

Torres centrale quindi con Honda trequartista, il Faraone ala sinistra e Menez sulla destra, riportando De Sciglio nella sua naturale corsia di competenza perché più abile nel contenimento rispetto ad Abate. Un Milan così qualitativamente scarso, non può privarsi delle sue uniche armi offensive ma anzi deve sfruttarle al meglio per trovare al più presto la quadratura del cerchio.

Fonte immagine in evidenza: LaPresse

Lorenzo Russo