A Madrid è piano caos, l’ex segretario generale del Partito Popolare e vicepresidente generale, Francisco Granados, è stato arrestato nell’ambito di un’operazione condotta da agenti dell’Unità Centrale Operativa e coordinata dal giudice Velasco dalla Procura anticorruzione dell’alto tribunale dell’Audencia Nacional Spagnola. E’ stata denominata Operaciòn Pùnica, la vasta operazione che ha visto portare in carcere oltre 50 persone tra politici, funzionari ed imprenditori. All’interno dell’inchiesta su appalti pubblici e mazzette ci sarebbero anche fondi neri nelle casse del Partito Popolare.

Le fondamenta del Pp attualmente starebbero per crollare, visto che si tratta della prima forza di governo con maggioranza parlamentare assoluta. Si trema a Madrid, perché lo scandalo può allargarsi da un momento all’altro e potrebbe colpire anche il primo ministro Mariano Rajoy, perché, secondo gli inquisitori, Luis Bàrcenas, ex tesoriere del Pp, avrebbe fatto girare mazzette per l’intera cupola di partito.

Mariano Rajoy ha chiesto scusa ai propri cittadini per la “Tangentopoli” spagnola che ha travolto il Partito Popolare: “Condivido l’indignazione e l’insofferenza dei cittadini”. L’operazione ha svelato anche un giro di carte di credito senza fondo occultate al fisco e concesse ad alti dirigenti bancari vicini al Partito Popolare. La maxi-retata ha portato in carcere Francisco Granados, ex segretario del Partito Popolare di Madrid ed il presidente della Provincia di Leon, Marcos Martinez. Ma non solo, sono coinvolti anche i sindaci di sei comuni madrileni.

I dirigenti del Pp proclamano “tolleranza zero”, tentanto una manovra di salvataggio poco praticabile nel momento in cui l’indignazione pubblica prende il sopravvento, nononostante le parole di Rajoy, il quale ha chiesto scusa in Senato: “ha chie­sto per­dono a nome del Pp a tutti gli spa­gnoli per aver affi­dato inca­ri­chi di cui non erano degni a per­sone che, in appa­renza, ne avreb­bero abu­sato”. Una strategia, che, però potrebbe non salvare nessuno dei coinvolti, perché lo scandalo potrebbe avere serie ripercussioni non solo sulla tenuta del Partito, ma sulla maggioranza di governo.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.