Era ormai sostanzialmente nell’aria un contrattacco duro di Ncd sulla questione unioni civili. Dopo i proclami di Renzi e le inattese aperture di Berlusconi di fronte allo spinoso caso politico delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero, gli uomini di Alfano, stretti in una morsa, hanno deciso di non concedere nulla né agli alleati politici né ai contendenti su temi che oramai sono diventati la bandiera politica di riferimento ad uno specifico elettorato politico.

In commissione Giustizia del Senato, dopo la riunione dei senatori azzurri di ieri che ha visto la bocciatura totale del ddl della democratica Michela Cirinnà per 11 contrari e 2 favorevoli, ha visto la messa in pratica da parte del picchetto Ncd di una politica di ostruzionismo. I senatori, nella fattispecie, hanno iniziato ad iscriversi in massa per avere diritto di parola, affinché non avvenga la votazione che permetta l’adozione del testo base. A commentare le operazioni parlamentari è uno stesso senatore azzurro, Roberto Formigoni, che in un tweet afferma “In Commissione Giustizia Senato prosegue battaglia Ncd a tutela famiglia naturale e diritto adozioni solo per famiglie. E’ battaglia di ragione”.

Di fronte al trinceramento del Nuovo Centro Destra in Senato, il capogruppo dei democratici Zanda ha indetto una riunione per martedì così da tracciare una linea politica sul tema chiara e determinare, di conseguenza, un voto compatto. Speculare situazione la troviamo in Forza Italia dove, sempre per martedì, Nitto Palma ha convocato una riunione e nell’occasione ha poi attaccato i senatori azzurri per la condotta parlamentare tenuta in commissione.

PD e FI quindi stanno preparando le loro forze per quello che si prospetta un lungo assedio in commissione. Il grado di resistenza politica che il partito di Angelino Alfano si appronta ad offrire, si delinea attraverso le parole del capogruppo al Senato, Maurizio Sacconi, il quale cercando di chiarire la posizione del suo partito, ha affermato  “Non consideriamo utile il ddl per la prosecuzione dei lavori. Ho invocato un ddl del governo e ho ribadito la nostra assoluta contrarietà ad un’impostazione ideologica che mette in discussione un modello antropologico e sociale”.

Se i valori della “famiglia naturale” non fossero sufficienti, Sacconi tocca la corda economica, sottolineando come una apertura alle unioni civili avrebbe un contraccolpo economico non indifferente per le già cagionevoli casse dello Stato, in quanto si aprirebbe la strada, de facto, alle pensioni di reversibilità, uno scherzo, come lo apostrofa il senatore, “da circa 42 miliardi, cioè il 2,6% del Pil”.

Dario Salvatore