In virtù delle disposizioni introdotte dall’ultimo Consiglio dei Ministri, finalmente dal 1 gennaio 2015 partirà la sperimentazione del nuovo 730 precompilato per i redditi conseguiti nel 2014. Secondo le stime sarà utilizzabile da 20/30 milioni di contribuenti fra lavoratori, pensionati e assimilabili a lavoratori dipendenti, ma non sarà obbligatorio: infatti chiunque lo desideri potrà utilizzare ancora il modello tradizionale. E proprio questa, secondo molti esperti del settore, sarrebbe la pecca del provvedimento poiché il processo di digitalizzazione della PA, quindi del fisco, non dovrebbe guardare indietro se non per le categorie di contribuenti più deboli e meno avvezzi all’informatizzazione, ossia gli anziani: forse solo per questi ultimi si dovrebbe accettare anche il modello cartaceo.

Il meccanismo di funzionamento è abbastanza articolato, ma sarà interamente gestito dall’Agenzia delle Entrate che utilizzerà i dati dell’Anagrafe tributaria (dichiarazione dell’anno precedente) e dell’Anagrafe dei conti correnti (versamenti effettuati), quelli trasmessi da enti terzi (banche, assicurazioni), dai datori di lavoro, dagli istituti previdenziali e dal PRA. Ciò significa che il Fisco farà tutte le operazioni che prima erano svolte dal commercialista e dal 2016 dovrebbe essere possibile incrociare i dati delle spese sanitarie, mediche e di assistenza specifica attraverso le apposite tessere. 

I datori di lavoro che non comunicheranno, o lo faranno in ritardo, redditi e ritenute per enti previdenziali o altri istituti saranno sanzionati con 100 euro di multa per ogni lavoratore.

Il metodo di trasmissione ai contribuenti sarà semplice: ogni 15 aprile la dichiarazione precompilata sarà messa a disposizione di ciascun contribuente online e potrà essere accettata oppure modificata.

L’accettazione della domanda dovrà avvenire entro il 7 luglio in via telematica autonoma o avvalendosi di un sostituto d’imposta (professionisti o CAF):

  • senza rettifica. In questo modo, i dati forniti da banche, assicurazioni e da tutti i terzi non saranno soggetti a controlli formali, mentre continueranno ad essere controllate le posizioni soggettive dei contribuenti riguardanti detrazioni e agevolazioni. In questo caso, inoltre, non saranno verificate preventivamente nemmeno le detrazioni superiori a 4.000 euro anche se dovute ad una differenza di imposte, fra quanto dato e quanto spettante allo Stato, a favore del cittadino (eccedenza d’imposta) ;
  • accettare con modifiche. In questo caso il cittadino non sarà esente da controlli.

Sia nel caso si accetti con modifiche sia che si accetti senza, eventuali richieste di pagamento d’imposta, interessi e sanzioni saranno a carico dei sostituti d’imposta qualora ci si avvalga della loro consulenza, salvo il caso in cui ci sia colpa dolosa da parte del contribuente infedele. In caso di rettifica entro il 10 novembre, imposta e interessi saranno a carico del contribuente, mentre caf o professionista verseranno la sanzione con uno sconto del 12,5% (1/8).

Ferdinando Paciolla