La preparazione alla giornata di campionato, per ogni appassionato di Fantacalcio, è un momento di studio e riflessione. Il momento della partita è pura emozione: ha fatto la fortuna di coloro che si occupano delle Dirette Gol, la fortuna dei negozi di piccoli elettrodomestici e di complementi d’arredo per gli introiti derivanti dall’acquisto di sedie, telecomandi ed altro materiale ingloriosamente infranto durante la giornata, e la sfortuna di chi la Domenica vorrebbe darsi al bricolage o al riposo successivo ad un abbondante pranzo familiare.

Sono attimi di panico nei quali tarantolati esseri (umani?) seguono la partita tremolicchiando sulla poltrona, sul divano, o addirittura in piedi, in attesa dell’aggiornamento che può aggiungerti il +3 alla valutazione dell’attaccante, rigorista, centrocampista prolifico, terzino schierato perché, se ci scappa, il gol lo fa. Naturalmente, di situazione in situazione si passa attraverso test continui cui si sottopongono le coronarie del giocatore, ad ogni minima sollecitazione: cross del terzino, gol di testa dell’attaccante. Il terzino è tuo Evvai, 1 punto, però l’attaccante è la punta dell’avversario, che gioca contro di te. Ed il portiere che ha subito il gol è tuo, schierato titolare. Conti alla mano (che i più esperti giocatori avranno già fatto), al bilancio ti ritrovi in svantaggio, ed i toni delle farsi che seguono hanno tutte le note di una canzone d’amore tradito di Riccardo Cocciante. Da Cocciante si passa a Marco Masini quando, in un fallo da ultimo uomo, il difensore si fa espellere (emozioni che può provare chiunque ha avuto il coraggio, fra i quali anche il redattore dell’articolo, di comprare Vidic e pagarlo anche fior di quattrini. Sic!).

Molte volte, per chi farcisce la propria rosa dei giocatori della propria squadra del cuore, il tutto si raddoppia, costringendo gli altri avventori a spettacoli di giubilo per il gol del proprio beniamino, nella felicità doppia di una doppia vittoria.

Caso particolare (realmente accaduto) quando l’avversario ha l’attaccante della squadra del cuore del giocatore di fantacalcio in esame, ed è già a +3 per un gol fatto. Fallo, rigore, e tira lui. L’amore per la squadra del cuore sussurra ai sentimenti della persona:”Speriamo che segni”. Il cervello fantacalcistico spera nella parata del portiere. Il giocatore azzarda un sussurro:“Vedo il portiere troppo in forma, secondo me para”. Ed il portiere para. Il tutto, fatto nel Pub preferito, circondato dai tifosi della squadra che ha appena subito il gesto atletico dello Sportiello di turno, è qualcosa di mistico, ed uscirne vivi è sempre una scommessa.

Ma perché tanta emozione? Non è soltanto una questione di soldi (anche se a fine anno, solitamente vicino alle vacanze estive, possono far comodo), ma è come vincere il derby della Lanterna e poter avere diritto di sberleffo sugli altri fino all’anno dopo. Si ha diritto, da vincitore del campionato, ad essere elevato al soglio Pontificio dalla Santa Trinità del Calcio, ritenuto esperto conoscitore di statistiche, uomini e campioni, o semplicemente una persona notevolmente dotata di fortuna, nel senso anatomico del termine.

L’anno di gloria vale molto più di ogni remunerazione: l’emozione di poter dire, senza che possano essere mossi appunti d’ogni tipo:“Aò, io so io, e voi di calcio non capite un…”.

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Pier Gaetano Fulco