NAPOLI – L’Europa è la prima destinazione turistica mondiale: nel 2013 vi si è concentrato il 52% del flusso turistico planetario, con 564 milioni di persone che hanno attraversato le frontiere dell’UE per trascorrervi una vacanza. Eppure, nonostante questi dati siano di enorme portata, il vantaggio competitivo del settore turistico europeo è in calo: basti pensare che nel 1980 la quota di turisti internazionali in Europa era del 63%, scesa già al 51% nel 2010. Le previsioni annunciano che, di questo passo, calerà al 30% nel 2030.

E nella prospettiva di questa previsione si sono riuniti oggi a Napoli per un dibattito informale i ministri europei del turismo e della cultura, per mettere insieme un dossier sul turismo culturale da portare il 25 novembre a Bruxelles, in occasione della riunione dei ministri della Cultura. L’incontro si è tenuto oggi nella Reggia di Capodimonte, dove nel pomeriggio si apre il XIII Forum Europeo del Turismo. Al meeting hanno preso parte 45 delegazioni, 27 paesi europei tra cui anche quelli in prossima entrata, 20 ministri e vice ministri europei del turismo e della cultura e i presidenti delle Commissioni europee di: Trasporti, Cultura e Turismo e Industria e Imprenditoria. “Questa nuova forma di riunione ha riscontrato molto successo da parte di tutti e la volontà di ripetere l’evento allo stesso modo” dichiara il ministro della Turismo e della Cultura Dario Franceschini nella conferenza stampa.

«Sono contento di aver svolto qui a Napoli a riunione ministeriale europea dei ministri del Turismo e della Cultura, perchè ho potuto mostrare le bellezze e lo splendore di Napoli, della Reggia di Capodimonte a tutti i colleghi europei che non l’avevano ancora visto.» conclude Franceschini.

Durante il suo discorso di apertura, il Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria Ferdinando Nelli Feroci ha dichiarato: «Le tematiche di cui stiamo discutendo oggi contribuiscono alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nel settore del turismo. Il patrimonio culturale e il turismo apportano valori tangibili e intangibili alle nostre economie e alle nostre imprese. Promuovere la cultura e rafforzare la qualità dei servizi turistici sostiene la coesione sociale e l’integrazione, rigenera le zone meno favorite, crea posti di lavoro a livello locale e aumenta la qualità della vita nelle comunità locali. Dobbiamo sfruttare il ricc»o patrimonio culturale del nostro continente in modo intelligente, facendo uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, migliorando le competenze, investendo nei trasporti sostenibili e accessibili e promuovendo in tutto il mondo la nostra cultura e il turismo in Europa. La sfida consiste nel creare nuove sinergie tra il turismo e il patrimonio culturale,nel trasformare e commercializzare i nostri beni culturali facendone prodotti turistici competitivi a livello internazionale

In Italia, ricorda Franceschini, sono attesi per l’Expo di Milano 20 milioni di turisti. Da qui l’esigenza, ribadisce il ministro, di eventi di qualità sparsi per il territorio. Tra questi, cita una mostra su Pompei, ‘Pompei and Europe’, la cui brochure è stata già offerta ai delegati, che si terrà a Napoli, al Museo Archeologico Nazionale proprio nei mesi dell’Expo. “Expo non sia solo un’opportunità per l’Italia – continua il ministro Franceschini -: l’obiettivo è di far sì che i turisti extra Ue, una volta in Italia, rimangano in Europa grazie ad un’offerta culturale di qualità”.

A sottolinearlo, il sottosegretario di Beni Culturali e Turismo Francesca Barracciu: “Noi vogliamo fare in modo – spiega – che con la cultura si cresca e si mangi e di questo vogliamo convincere i ministri economici dell’UE.” Tra le proposte dell’Italia, anticipa Barracciu, la proposta di un brano europeo per la promozione del turismo internazionale.

Alla riunione è intervenuto anche Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, ricordando che che la “Campania è tra le prime mete ed è sede di patrimoni Unesco straordinari” e ha parlato di “stimolo per quello che insieme si può fare”: puntare sull’attrattività. “Questo significa – ha spiegato – non solo avere pezzi unici, ma garantire al turista quello che chiede”. “Occorre allargare il campo dell’offerta – ha concluso – e puntare oltre che sulla cultura, anche sull’infrastruttura affinché il turista stia bene qui”.

Camilla Ruffo