Il Burkina Faso è un paese dell’Africa Occidentale il cui nome significa letteralmente “Terra degli Uomini Integri”.
Tuttavia, l’integrità del paese non sembra capace di contemplare libere elezioni.

Dalla creazione del suo nome, nel 1984, fino ad oggi, il Burkina Faso ha visto alternarsi solo tre presidenti, ciascuno andato al potere con un colpo di stato. L’ultimo, Isaac Yacouba Zida, ha ottenuto il potere ieri sera, dopo che le guardie presidenziali di cui è a capo hanno costretto il presidente Blaise Compaoré, al potere dal 1987, a dimettersi.

Compaorè aveva cercato di modificare la costituzione burkinabea  per allungare la propria permanenza al potere ed ottenere un quinto mandato presidenziale, ma una folla inferocita si è riversata nei giorni scorsi per le strade della capitale Ouagadougou contro tale decisione ed allora i capi delle guardie del corpo presidenziali lo hanno costretto a dimettersi.

L’oramai ex-presidente ha intanto raggiunto in esilio la capitale della Costa d’Avorio con la propria famiglia e sta alloggiando in una villa che è utilizzata dalle autorità ivoriane come residenza semi-ufficiale per dignitari stranieri.

Nel frattempo, le intenzioni di Zida risultano sospette: se lo stesso Compaorè ha richiesto che vengano svolte nuove elezioni entro novanta giorni, Zima ha invece affermato che “La lunghezza ed la costruzione del corpo di transizione sarà decisa in seguito”.

Intanto, i moniti a livello internazionale si sono già fatti sentire: il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Jen Psaki, ha espresso dura condanna per i tentativi militari di ottenere vantaggi tramite l’onda delle proteste popolari e contro la costituzione e la democrazia.

Per le strade però c’è chi parla di rivoluzione, visto il malcontento e la povertà nei quali hanno versato gli abitanti del Burkina Faso durante i ventisette anni di presidenza Compaorè.

Rimane ora da chiedersi se si tratterà veramente di una rivoluzione alla maniera europea o di un colpo di stato che porterà ad una situazione simile a quella che oramai da tempo sta vivendo l’Egitto, dove con la caduta di un dittatore, sono andati al potere i militari.
In altre parole, riuscirà mai l’Africa ad andare oltre il nasserismo?