“La Chiesa è come una nave senza timone”. Così il cardinale statunitense Raymond Leo Burke attacca duramente Papa Francesco. Prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, ossia la “Cassazione vaticana”, nominato cardinale da Benedetto XVI, che da Saint Missouri lo ha chiamato a Roma, Burke è uno tra i principali sostenitori della riabilitazione della messa in latino ed è stato tra i principali oppositori all’apertura di Bergoglio verso i divorziati e gli omosessuali durante il Sinodo sulla famiglia. A rafforzare la posizione del cardinale statunitense è anche la critica mossa da Gerhard Ludwig Müller, fatto cardinale nel febbraio del 2014, il quale, dopo il dibattito sinodale, si è presentato come difensore e garantista “della sacra e sana dottrina”.

Burke, che, come lui stesso ha dichiarato, presto sarà rimosso dal Papa dell’incarico onorifico di patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, ha alzato i toni contro lo stesso Pontefice e ha confessato: “Molti mi hanno manifestato preoccupazione in un momento così critico, nel quale c’è una forte sensazione che la Chiesa sia come una nave senza timone, non importa per quale motivo; la cosa più importante – continua il cardinale – è studiare la nostra fede, avere una guida spirituale sana e dare una forte testimonianza della fede”. Parole dure quelle del porporato americano, che lasciano intendere quanto dissenso ci sia nei confronti della linea aperturista di Papa Francesco. Burke, poi, ha precisato: “Ho tutto il rispetto per il ministero petrino e non voglio sembrare di essere una voce contraria al Papa. Vorrei essere un maestro della fede con tutte le mie debolezze, dicendo la verità che oggi molti avvertono. Soffrono un po’ di mal di mare perché secondo loro la nave della Chiesa ha perso la bussola. Bisogna mettere da parte la causa di questo disorientamento perché non abbiamo perso la bussola. Abbiamo la costante tradizione della Chiesa, gli insegnamenti, la liturgia e la morale. Il catechismo non cambia” conclude Burke.

Il pontefice aveva già risposto a queste correnti ostili nel discorso conclusivo del Sinodo, facendo riferimento ad una “tentazione dell’irrigidimento ostile che dal tempo di Gesù è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti tradizionalisti e anche intellettualisti”.

Tra gli “anti-Bergoglisti” c’è anche il vescovo statunitense Thomas Tobin, il quale ha accusato il Papa di una scarsa attenzione circa tematiche “pro life” come, ad esempio, l’aborto. Tobin ha affermato che “nel tentare di accomodare i bisogni dell’epoca, come Papa Francesco suggerisce, la Chiesa rischia il pericolo di perdere la propria voce coraggiosa, ‘contro culturale’ e profetica, una voce che il mondo ha bisogno di sentire”. Il pastore, poi, ha confessato di essere vicino alle posizioni del cardinale Burke e ha concluso dicendo che “Papa Francesco vuole fare casino” e raccomando di stare sereni perché “Dio è ancora in carica”. Insomma, due slogan che faranno sicuramente discutere.

 Andrea Palumbo

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell’Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l’Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.