Sono passati giorni ormai dalla protesta a Roma degli operai delle acciaierie di Terni contro i 537 licenziamenti della ThyssenKrupp. I manifestanti, in corteo, si dirigevano verso il ministero dello Sviluppo economico, prima di essere caricati dalle forze dell’ordine che hanno bloccato il percorso. Il leader della Fiom, Maurizio Landini, presente quel giorno al corteo, dopo aver espresso la sua rabbia per l’accaduto, ha chiesto al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, è proprio il ministro Guidi, che ha convocato per giovedì l’incontro tra le parti, a fare il punto sulla situazione della vertenza degli operai dell’Ast di Terni.

Sui licenziamenti. “Rimango ottimista, nonostante sia una vertenza molto difficile – ha dichiarato la Guidi – Abbiamo ottenuto nuove disponibilità dell’azienda, sia sugli esuberi, scesi da 550 a 290, sia sul piano di investimenti da 100 milioni per la produzione e da 10 milioni per la ricerca, sia per la produzione su entrambi i forni. Il governo è in contatto con la Thyssen Krupp affinché il piano industriale sia rafforzato”. Ha poi continuato: “Noi vogliamo creare le condizioni affinché questo sito produttivo possa essere competitivo nel mercato degli acciai speciali e quindi contendibile”.

Sullo scontro tra operai e polizia. “Ho provato una sensazione bruttissima. Queste cose non si devono ripetere. Come ha detto il ministro dell’Interno Alfano, il governo verificherà attentamente che cosa è successo ed eventuali responsabilità”.

Sui rapporti con i sindacati. “Ci confrontiamo quotidianamente su circa 150 tavoli di crisi aziendale e sui tavoli di settore, siderurgia compresa. Credo che il governo debba ascoltare tutti, ma poi debba decidere e portare le sue decisioni in Parlamento”. Il ministro si è soffermata anche sullo sciopero generale proclamato dai sindacati, in vista della manovra del governo e del Jobs Act, e ha affermato che il presidente del Consiglio, come tutto il governo, si sta confrontando col sindacato e non è interessato ad alimentare lo scontro. “Se ci sono parti del sindacato che non sono d’accordo con ciò che stiamo facendo – continua il Ministro – al punto da voler fare lo sciopero generale, lo sciopero è un diritto e un modo per manifestare il proprio dissenso. Se non si potrà evitare, ne prenderemo atto e poi continueremo ad avere un dialogo”.

Sul sistema produttivo italiano. “Da una parte c’è la coda velenosa di una crisi che dura da molti anni, che  stiamo cercando di gestire non solo con gli ammortizzatori sociali ma anche con progetti di riqualificazione e reindustrializzazione”. Continuando: “Riscontro una diffusa volontà di investire in Italia, anche dall’estero. Al punto che ho l’impressione che da fuori ci considerino meglio di come ci consideriamo noi dall’interno”.

Sulla legge di Stabilità. “Il governo ha presentato una buona legge di Stabilità, con un’ottima impostazione, finalizzata alla crescita. Ci sarà l’esame in Parlamento e miglioramenti sono sempre possibili.” E sul Tfr in busta paga: “Credo che le norme garantiscano le piccole e medie imprese dal rischio di un maggior costo sulla liquidità di cui avranno bisogno. Dal lato del lavoratore si tratta di una possibilità in più. Una scelta volontaria che potrà dare una spinta ai consumi”.

Andrea Palumbo

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell’Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l’Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.