MATRIMONI OMOSESSUALI – Nelle scorse settimane, l’opinione pubblica italiana si è soffermata sulla possibilità che persone dello stesso sesso possano sposarsi. Il dibattito è stato sollevato dalle indiscrezioni provenienti dal Sinodo della Chiesa Cattolica, in cui si è discusso di una possibile apertura a divorziati e matrimoni gay. Entrambe le proposte non hanno però raggiunto il quorum richiesto dei due terzi.

DISCUSSIONE POLITICA – La discussione non è stata solo di tipo religioso, infatti, anche le recenti vicende di attualità politica hanno contribuito ad alimentarla. Difatti, la possibilità di trascrivere in Italia le unioni contratte all’estero ha diviso il Paese in due. Il ministro dell’interno Angelino Alfano, nonché leader di Ncd, ha inviato ai prefetti una circolare ministeriale per chiedere la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. La circolare ha scatenato le proteste dei Sindaci (di Milano, Napoli e Roma su tutti) che hanno già annunciato di voler continuare. Intanto, Ncd ha alzato le barricate anche in Parlamento, attuando un forte ostruzionismo al disegno di legge sulle unioni civili attualmente in discussione in Commissione al Senato.

NORMATIVA – I matrimoni omosessuali, regolati e legittimi in taluni Paesi europei, non hanno invece una regolamentazione effettiva in Italia; non sussistono disposizioni di legge che li vietino o li autorizzino. L’articolo 29 della Costituzione – La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio – richiama il concetto di società familiare, intesa come “naturale” solo se fondata sul matrimonio. L’accento è quindi posto sul significato del termine “naturale” che se nel 1947 poteva riferirsi all’unione tra uomo e donna, oggi è rivalutato e messo in discussione. Di fatto, la Corte europea per i diritti umani ha ammesso, con sentenza del 2010, l’esistenza di un diritto alla famiglia anche per coppie formate da persone dello stesso sesso.

SONDAGGIO – Nel sondaggio, realizzato da Ipsos per il Corriere della sera, emerge che gli italiani non siano particolarmente conservatori sul tema. Infatti, più della metà (il 52,8%) ritiene “famiglia” possa essere considerata qualunque coppia legata da affetto e che voglia di vivere insieme indipendentemente dal sesso dei conviventi. Tuttavia, va considerato che il 17,5% degli intervistati pensa che la stessa sia tale solo se formata da un uomo e una donna, anche non sposati; mentre una buona quota del campione (28,4%) è ferma su posizioni tradizionaliste. Sulle varie posizioni incide l’osservanza religiosa, infatti, si può notare come la gran parte dei favorevoli alle “coppie di fatto” dichiari di non partecipare alle funzioni religiose. [Tabella 1]

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Circa la possibilità di regolare le unioni omosessuali, attraverso matrimonio gay o unioni civili), oltre i due terzi della popolazione italiana si ritiene favorevole ad almeno una delle due opzioni (il 73,6%). Il giudizio varia invece in maniera considerevole tra gli elettori dei diversi schieramenti politici: i sostenitori di Pd, M5S e Ncd (contrariamente a ciò che pensa Alfano) sono propensi alla normalizzazione delle ”coppie di fatto”, mentre i forzisti risultano divisi quasi in due sul tema. [Tabella 2, Grafico 1]

In definitiva, si può notare come gli italiani appaiano più propensi alle riforme legislative in materia di unioni civili, anche omosessuali, rispetto alla propria rappresentanza politica.

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Fonte: Sondaggio Ipsos ” I matrimoni gay ” del 15 ottobre 2014

Valentino Arena