Lo stallo per l’elezione dei due giudici di Corte Costituzionale prosegue, nonostante i continui tentativi di mediazione. La settimana prossima potrebbe tuttavia essere decisiva per le sorti della vicenda. A sbloccare la trattativa potrebbe essere la scelta, auspicata in certi ambienti, di due donne: Silvana Sciarra e Maria Alessandra Sandulli. Due nomi che arrivano da fonti di governo che potrebbero accontentare anche il M5S, che, così, potrebbe incassare l’appoggio per Alessandro Zaccaria, che è appunto un candidato del Movimento.

Silvana Sciarra e Maria Alessandra Sandulli sono due candidate, anche per i grillini, che non possono non apparire autorevoli. Silvana Sciarra è infatti professore ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Sandulli è ordinario di Diritto Amministrativo e Giustizia dell’Università degli Studi di Roma III. Alessandra Sandulli è la figlia dell’ex Presidente della Corte Costituzionale, Aldo Mazzini Sandulli, a sua volta titolare di cattedra presso la Sapienza. Alessandro Zaccaria è invece ordinario di Diritto Civile a Verona.

Maria Allessandra Sandulli potrebbe essere in effetti il nuovo candidato di Forza Italia per la Consulta, dato che il suo nome è a lungo circolato tra i banchi del centrodestra. Questo nome non troverebbe ancora piena approvazione nell’ambiente. Ed ecco che decisivo sarebbe allora il contributo del Movimento, attraverso il quale potrebbe essere portata a termine questa lunghissima e quasi infinita elezione. Per ora l’appoggio sarebbe comunque soltanto un’ipotesi, dato che il mantra grillino è ben noto “Una volta fatti i nomi pubblicamente si aprirà una riflessione”. Questi nomi, si osserva comunque nell’ambiente: sono di livello. Secondo fonti interne i pentastellati sarebbero disponibili a confrontarli coi propri e valutare la possibilità del voto. Una nota positiva dunque, che fa sperare in una conclusione della vicenda entro giovedì, quando si tornerà a votare. Matteo Renzi nel frattempo, incontrerà i suoi per decidere la posizione del Partito Democratico sulla scelta dei giudici della Consulta.

Antonio Sciuto