Si terrà il processo sulla P3, la presunta associazione segreta volta, secondo quanto scritto dagli inquirenti, a interferire con l’esercizio delle funzioni di organi costituzionali e delle pubbliche amministrazioni (reato previsto dalla Legge Anselmi, anche detta legge P2, di attuazione dell’articolo 18 della Costituzione che vieta la fondazione e la partecipazione ad associazioni segrete). Oggi infatti il Giudice dell’Udienza Preliminare (cd. “GUP”) Della Monica ha rinviato a giudizio gli imputati Denis Verdini, deputato iscritto al gruppo “Forza Italia” e accusato in altro processo per truffa ai danni dello stato, e Nicola Cosentino, ex-sottosegretario all’Economia attualmente in stato di detenzione. La posizione di Marcello Dell’Utri è stata invece stralciata: il diritto internazionale impone l’autorizzazione del Libano, che aveva acconsentito all’estradizione unicamente in riferimento alla condanna inflitta per concorso esterno in associazione mafiosa.

VERDINI

Pesanti le imputazioni a carico di Denis Verdini: violazione della già citata Legge Anselmi (che prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la interdizione dai pubblici uffici per 5 anni), abuso d’ufficio (reclusione da 1 a 4 anni) e finanziamento illecito ai partiti (reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa fino al triplo delle somme versate). In particolare, Verdini avrebbe, insieme a Dell’Utri ed altri esponenti della maggioranza che sosteneva il governo Berlusconi III, posto pressioni ai giudici della Corte Costituzionale affinché questi dichiarassero conforme alla legge fondamentale dello Stato il Lodo Alfano, ed avrebbe inoltre finanziato il suo partito con l’utilizzo di fondi segreti tramite versamenti in denaro di imprenditori sardi. Da segnalare come altri esponenti della P3 siano stati anch’essi rinviati a giudizio, ma saranno giudicati in altro procedimento (la prima udienza è prevista per il 10 novembre e vede imputati gli imprenditori Carboni e Martino ed il giudice tributario Pasquale Lombardi). L’esponente del centro-destra dovrà inoltre rispondere per truffa allo stato davanti al Tribunale di Firenze per presunti illeciti commessi quand’era presidente del Credito Cooperativo Finanziario.

NICOLA COSENTINO

Nicola Cosentino è stato un esponente di rilievo del PdL in Campania (era il coordinatore regionale di tale partito) ed è stato tratto in arresto nell’ambito di un procedimento che riguarda i suoi presunti rapporti con il clan dei Casalesi. Cosentino dovrà rispondere del reato di diffamazione (reclusione fino ad un 1), per aver offeso pubblicamente su un blog l’attuale governatore della Campania Stefano Caldoro, e del reato di violenza privata (reclusione fino a 4 anni) per aver tentato di costringere lo stesso soggetto a ritirare la sua candidatura.

MARCELLO DELL’UTRI

Cofondatore di Forza Italia, è attualmente recluso presso il carcere di Parma per la condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (avrebbe svolto la funzione di rappresentante di Silvio Berlusconi presso le cosche mafiose di Palermo). Dell’Utri avrebbe preso parte anche alla P3, non solo tentando, con Verdini, di interferire con il normale funzionamento dell’ordinamento giudiziario, ma anche ricevendo denaro da imprenditori per favorire la loro posizione in appalti. Se il Libano non concederà specifica autorizzazione a processare Dell’Utri per tali illeciti, egli non potrà essere chiamato a risponderne davanti alla autorità giudiziaria italiana.

Vincenzo Laudani