Renzi all'assemblea Business Europe
Renzi all'assemblea Business Europe

Il Jobs Act non cambierà, almeno questa pare essere l’intenzione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nonostante le dure critiche arrivate dai sindacati mobilitati in piazza e dalla minoranza interna al suo partito. Le stoccate sono due, chiare, nette.

La prima fa riferimento alla piazza e ai sindaci, Renzi spiega: “Il sindacato – dice il capo del Governo intervistato dal Tg5 – naturalmente fa il suo mestiere, in bocca al lupo e buon lavoro. Noi però andiamo avanti perché il nostro obiettivo non è quello di fare una battaglia politica, una guerra politica. Noi dobbiamo rimettere in moto l’Italia, rimettere in piedi l’Italia e non molliamo d’un centimetro”.

La seconda è alla minoranza del Partito Democratico, alla quale dice: “Se qualcuno dei nostri vuole andare con la sinistra radicale che ha attraversato gli ultimi vent’anni, in nome della purezza delle origini, faccia pure: non mi interessa. È un progetto identitario fine a se stesso e certo non destinato a cambiare l’Italia. Lo rispetto, ma non mi toglie il sonno”. E alla sinistra radicale regala parole al vetriolo: “Il sonno – aggiunge il presidente del Consiglio – me lo tolgono le crisi industriali, i disoccupati, la mancanza di peso nella lotta alla burocrazia, certo non Vendola o Landini”.

Renzi tira dritto, sa che deve portare a casa le riforme, altrimenti il prossimo vaglio elettorale potrebbe essere a rischio, i sondaggi danno un calo di fiducia proprio sulla sua figura da Presidente del Consiglio. Il Jobs Act non cambierà, quindi. E quanto all’ipotesi di porre la fiducia sul testo, dichiara: “Le dinamiche parlamentari le vedremo alla Camera nelle prossime settimane. Se ci sarà bisogno di mettere la fiducia metteremo la fiducia. L’importante è che la fiducia non la perdano le donne e gli uomini che vogliono creare lavoro in Italia”.

Ma a bocciare il testo del Jobs Act, oggi, è proprio un protagonista della minoranza dem: Francesco Boccia, il quale reagisce bruscamente alla notizia che Renzi andrà avanti senza apportare modifiche: “Il testo deve tenere conto del testo uscito dalla direzione del Pd altrimenti sarebbe molto grave e non lo voterei”. Matteo Orfini, interpellato da Affaritaliani.it ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare per trovare un accordo che aiuti a modificare il testo e adeguarlo a quanto avevamo deciso in direzione. Quindi evitando fiducia”

Renzi è avvisato, la partita non è ancora chiusa.

Luca Mullanu

 

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.