Se si parla di calcio Napoli, uno dei simboli storici che ne hanno fatto la storia è il suo stadio: il San Paolo di Fuorigrotta. Struttura decennale in cemento armato, inaugurata il 6 dicembre 1959 e ristrutturata per problemi di inagibilità 31 anni dopo (leggi anche: Stadio San Paolo: il Napoli perde 15mln annui), è tutt’ora il tempio del calcio partenopeo e vanta di essere il secondo stadio in Italia per capienza effettiva (con 76.824 posti, preceduto dal Meazza di Milano con 81.277 posti) ed il terzo per capienza omologata (con 60.240, preceduto dal Meazza di Milano con 80.018 posti e dall’Olimpico di Roma con 73.261 posti).

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Stadio San Paolo di Fuorigrotta da 60.240 posti

I tempi che corrono lasciano poco spazio ai sentimentalismi ed alla nostalgia, infatti il San Paolo potrebbe/dovrebbe essere sostituito con una struttura più moderna e funzionale: la quinta casa del Napoli dopo lo Stadio Militare dell’Arenaccia (in uso dal 1926 al 19329), lo Stadio Vesuvio del Rione Luzzatti (in uso dal 1930 al 1934), lo Stadio Arturo Collana del Vomero (in uso dal 1935 al 1958) e lo Stadio San Paolo di Fuorigrotta (in uso tutt’ora a partire dal 1959).

L’attuale Presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha sollevato per più volte la questione, ma le difficoltà politico/economiche in merito alla costruzione di un nuovo stadio sembrano essere almeno per il momento del tutto insormontabili.

Già dal 2010 (sesto anno di gestione ADL) si iniziò a pensare che uno stadio di nuova fattura non sarebbe stato soltanto una lussuosa ciliegina sulla torta, bensì una necessità di primaria importanza per una squadra che vuole crescere oltre che a livello calcistico, anche dal punto di vista finanziario ed infrastrutturale. Iniziarono ad arrivare le bozze di alcuni progetti, ma l’unico degno di nota fu il DAM da 55.000 posti (acronimo in onore di Diego Armando Maradona) degli architetti Giovanni Bello e Vincenzo Manfellotti che nel 2011 proposero la propria idea per un concorso atto alla riqualificazione della zona ex ILVA di Bagnoli. Tuttavia gli autori del nuovo stadio azzurro (come hanno dichiarato anche a seguito del progetto) non hanno mai avuto contatti diretti con la Società Sportiva Calcio Napoli, che nonostante la disponibilità del Comune ad intraprendere un’azione in tal senso, non poteva da sola far fronte ad un investimento di circa 70/80 milioni di euro.

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Stadio DAM da 55.000 posti nella zona ex ILVA di Bagnoli

Il 7 maggio del 2012, l’Idis (società di sviluppo urbano) consegnò all’Amministrazione Comunale un concept in project financing, ideato con la collaborazione delle società Aedes, Arup e Cimolai, secondo cui si sarebbero potute intraprendere due strade parallele: ristrutturare il San Paolo e costruire un nuovo impianto a Ponticelli (zona orientale di Napoli) in stile Allianz Arena.

  • Le cifre del progetto di riqualificazione dello Stadio San Paolo: Area d’intervento 150.000 mq; sviluppo residenziale 81.800 mq; sviluppo negozi di vicinato 13.000 mq; sviluppo commerciale 14.000 mq; sup. box di pertinenza (residenze) 25.900 mq; sup. parcheggio interrato (commercio) 26.250; spazi pubblici 80.000 mq; aree verdi 10.000 mq; circuito podistico 2.000 ml; posti di lavoro 400 addetti; classe energetica A; capienza stadio 35.000 posti.
  • Le cifre del progetto di costruzione del nuovo stadio a Ponticelli: Capienza 55.000 posti; life style centre 100.000 mq; casa della musica 8.000 mq; parcheggi nuovo stadio 78.917 mq; parcheggi life style centre 225.000 mq; spazi pubblici 90.000 mq; aree verdi 16.000 mq; circuito podistico 3.000 ml; posti di lavoro 2.000 addetti.

Nonostante l’incredibile salto di qualità che il progetto Idis avrebbe apportato al mondo calcistico partenopeo e non solo, la cifra complessiva dell’operazione, sui 700 milioni di euro, era ed è del tutto irraggiungibile per il Presidente De Laurentiis, che in assenza di nuovi fondi e sponsor non potrebbe mai neanche solo pensare di prendere in considerazione l’ipotesi succitata. Semmai il progetto Idis dovesse prender vita, il Napoli vanterebbe il plesso sportivo migliore al mondo e di gran lunga superiore ai tanto blasonati Camp Nou, Santiago Bernabéu, Allianz Arena e Stamford Bridge.

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Stadio dell’Idis da 60./80.000 posti a Ponticelli nella zona est di Napoli

Il 2013 è l’anno del patto per il nuovo San Paolo, sancito a Città della Scienza tra il sindaco Luigi De Magistris ed il Patron del Napoli De Laurentiis il quale dichiara:“Ci metto io i soldi”. Dopo pochi mesi è la volta di altri 2 progetti per il restyling del San Paolo: uno della Astaldi e l’altro in dotazione a Palazzo San Giacomo. Anche in questo caso però, proprio come per il DAM, non ci sono mai stati contatti diretti tra gli architetti progettisti e la S.S.C.N. infatti non sono tardate ad arrivare le dichiarazioni di Luciano De Crecchio (Direttore Generale di Astaldi Italia):“Contatti col Napoli? Direttamente mai. Noi valutiamo tutto anche un eventuale impegno diretto per studiare formule di investimento. Noi siamo pronti. Potremmo cominciare anche domani”. Quello della Astaldi è un progetto dal costo di 100 milioni di euro, comprensivo oltre lo stadio anche di aree circostanti, che coma dichiara Filippo Cavuoto (Ingegnere progettista delle stazioni metro Toledo ed Università):“Prevede uno stadio moderno e multifunzionale da 55.ooo posti. Numeri variabili se il committente lo richiedesse. Non più due anelli ma uno solo digradante verso il terreno di gioco, distante dalle gradinate al massimo 20 metri. Con una pista di atletica molto più piccola. Fondamentale chiarire due cose: i tempi di intervento dureranno al massimo due anni. E soprattutto le attività allo stadio non si interromperanno, il Napoli continuerà a giocare tranquillamente”.

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Restyling Astaldi dello Stadio San Paolo di Fuorigrotta

“Dura investire 300 milioni per costruire lo stadio” (leggi anche: S.S.C. Napoli: il bilancio dell’era De Laurentiis). Sono queste le ultime parole di ADL in merito ad una questione che già da alcuni anni egli stesso ha posto su un ormai apertissimo tavolo con De Magistris. La questione stadio non sembra quindi avviarsi ad una risoluzione concreta e non si possono azzardare paragoni con altre società, come ad esempio la Juventus, infatti ADL prosegue dicendo ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: “Se fai fatica a essere competitivo in Italia avendo un fatturato che è il 40% di quello della Juve, come investi 2-300 milioni sullo stadio? Abbiamo in corso una conversazione con il Comune di Napoli, ma bisogna tener conto di quella legge monca che è passata. Lo Juventus Stadium è nato per miracolo, perché Sportfive aveva messo dei soldi per il naming dello stadio, e la Juve ci ha dovuto aggiungere di tasca sua qualche decina di milioni. Ma un conto è spendere qualche decina di milioni se fatturi 280 milioni, altro è spenderne 150-200 per un nuovo stadio o 70-80 per un reale restyling”.

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Concept nuovo Stadio San Paolo da 55./65.000 posti

In circa 4 anni sono stati 4 i progetti presentati direttamente/indirettamente sia al Comune di Napoli che alla Società Sportiva Calcio Napoli, ma nonostante ci fosse un impegno verbale da parte di entrambe le compagini, ancora nulla di concreto è stato fatto. Che il restyling del fatiscente San Paolo o la costruzione di un nuovo stadio richiedessero un investimento non indifferente, De Laurentiis l’ha sempre saputo, ma se tra 4 progetti diversi non ne è stato preso in considerazione neanche 1, allora la questione economica potrebbe essere soltanto la scusa giustificata di turno con cui creare alibi ad altri fattori afferenti, o probabilmente anche alla voglia di investire del Presidente azzurro (leggi anche: De Laurentiis vende il Napoli? e Hamad Al Thani: lo sceicco che vuole il Napoli).

Con le plusvalenze inerenti al calciomercato, caro DeLa, uno stadio non lo si può costruire se prima lo si svuota… (leggi anche: Napoli fermo al casello del calciomercato)

Fonte Virgolettati: napolimagazine.com / gazzetta.it

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Fabio Palliola