Sono stati annunciati oggi i risultati per le repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk, che hanno votato per eleggere i propri rappresentanti parlamentari e il loro Presidente. Nell’Ucraina sudorientale, infatti, i cittadini hanno chiaramente sfidato il governo di Kiev, votando in maggioranza i capi separatisti. A Lugansk ha quindi vinto Igor Plotnitski, leader dei ribelli filorussi, mentre a Donetsk è stato eletto Aleksandr Zakharcenko.

Varie sono state le reazioni occidentali. Partendo da casa nostra, il neo ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato che l’Italia non riconoscerà queste elezioni tenutesi in queste autoproclamate “Repubbliche Popolari”, aggiungendo “L’attuazione delle intese di Minsk del 5 e 19 settembre rimane l’unica base negoziale per garantire all’Ucraina e all’intera area la stabilità necessaria. Non esiste alternativa alla soluzione politica della crisi”.

Dalla Germania, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha invitato oggi le autorità russe a rispettare “l’unità dell’Ucraina”, il giorno seguente alle elezioni che sono state volute e organizzare dai ribelli filorussi e riconosciute da Mosca, ma non da Kiev e dall’Unione Europea. Il ministro tedesco in merito ha dichiarato: “Noi giudicheremo la Russia e il presidente Putin alla luce delle loro dichiarazioni, secondo le quali l’unità dell’Ucraina non sarà rimessa in discussione”.

In via ufficiale, da parte dell’Unione Europea, l’ex ministro Federica Mogherini, attuale Commissario alla Politica Estera e Sicurezza Comune, ha bollato queste elezioni come “illegali”, dicendo che sono un “nuovo ostacolo” sulla via di una soluzione pacifica del conflitto. La Mogherini ha infatti dichiarato: “Le prime elezioni locali in conformità con la legge ucraina, come previsto nel protocollo di Minsk, sono le misure legali e legittime per il rinnovo del mandato democratico degli enti locali in queste zone dell’Ucraina”, aggiungendo poi “Invito tutte le parti a lavorare per tali elezioni. L’aspirazione alla pace non può essere solo una dichiarazione politica, richiede volontà politica e buona fede. Mi auguro che tutte le parti riaffermino il loro impegno per il Protocollo di Minsk, e agiscano in modo coerente al fine di attuarlo pienamente in tutte le sue parti. L’Unione Europea si è impegnata a sostenere questi sforzi e continuerà a lavorare verso la soluzione della crisi in Ucraina. Invito tutte le parti – conclude – ad agire nel pieno rispetto dell’integrità territoriale, la sovranità, l’indipendenza e l’unità del Paese”.

Dal canto suo, la Russia chiede a Kiev di porre fine ai combattimenti nell’area della Novorossija.

Federico Rossi