ACERRA – “Ho timore che Acerra sia vittima di un disegno più grande, e che la popolazione sia destinata a diventare scarto perché i signori della distruzione del creato e della morte così hanno deciso“; parole pronunciate dal vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna durante l’omelia della Santa Messa celebrata nel cimitero il giorno della commemorazione dei defunti, lo stesso luogo nel quale sono state sepolte troppe giovani vittime decedute, negli ultimi anni, a causa dell’inquinamento ambientale. È infatti, un presidio all’inceneritore per cercare di evitare l’arrivo di un altro carico di ecoballe, quello messo in atto dalle “Mamme coraggio di Acerra“. Si sono dati appuntamento questa mattina 4 Novembre alle ore 9.30, in via Madonnelle, i genitori del paese, ma è già da ieri che sono un presidio presso l’inceneritore insieme con gli ambientalisti.

Condivido le preoccupazioni di queste mamme e dei loro figli – ha precisato il vescovo – perché ogni famiglia ad Acerra vive il dramma di un malato di cancro“. Alla Regione, Di Donna ha chiesto di “dialogare con il popolo, evitando di far cadere su Acerra il peso del problema rifiuti di tutta la Campania, e di dare finalmente le giuste garanzie per il risanamento del territorio“, ma ha anche invitato tutti i cittadini a considerare la fascia tricolore “non come un nemico, ma come un alleato”. Così erano presenti ieri sera anche vigili urbani, il primo cittadino Raffaele Lettieri e alcuni esponenti dell’Amministrazione per dare un’occhiata ai camion diretti all’impianto e verificare se ci fossero ecoballe provenienti dal sito di stoccaggio di Coda Di Volpe ad Eboli ( Salerno ), contro le quali si sono schierati centinaia di cittadini che l’altro giorno hanno chiesto “aiuto” agli amministratori comunali durante una seduta di Consiglio. Da domani potrebbero unirsi anche gli studenti liceali, che presenti in Aula la scorsa volta hanno deciso di impegnarsi a raccogliere proseliti tra sindaci e comitati dei Comuni limitrofi. L’obiettivo è quello di raggiungere l’inceneritore al Pantano e dare il via a un set-in di protesta per evitare gli sgradevoli scarichi di rifiuti provenienti da altre province campane.

I promotori spiegano che: “dopo la raccolta firme per richiedere un’ordinanza sindacale contro le ecoballe depositate ad Eboli, abbiamo partecipato al consiglio comunale per cercare un appoggio, non avuto dalla Giunta e dal sindaco Raffaele Lettieri. Nonostante il Comune ha espresso parere negativo al rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale ( Aia ) dell’impianto, tuttora al vaglio della conferenza dei servizi“. Lo scorso sabato è stato emanato dal consiglio comunale un documento nel quale si chiede alla Regione di fermare momentaneamente ogni attività legata alla combustione delle già citate ecoballe; al Prefetto è stato chiesto di convocare un’urgente riunione tra Regione, Comune e una delegazione di cittadini, e contemporaneamente al dirigente della polizia municipale di mettere in atto un servizio di controllo e vigilanza su mezzi e materiali trasportati. Il sindaco ritiene opportuno, prima dell’avvio all’inceneritore, un’ispezione da parte di una delegazione composta dal primo cittadino, dall’osservatorio comunale e dalle istituzioni coinvolte. Perlopiù il sindaco ha anche ribadito la fretta di pubblicare i dati del sistema di monitoraggio in continuo sulle emissioni in atmosfera dell’impianto, nei giorni che precedono e susseguono l’arrivo delle balle; Non solo, ma di creare il prescritto osservatorio regionale. Nello stesso tempo, è iniziato lo sgombro del sito di stoccaggio a Coda Di Volpe.

Sono 10 mila le balle che viaggiano verso Acerra al ritmo di 187 tonnellate di rifiuti ogni giorno. Questa operazione che ha un costo totale di circa un milione di euro dovrebbe concludersi entro il prossimo 20 dicembre.

Laura Bifulco