Obama si prepara al peggio: le elezioni di metà mandato, in gergo midterm, sono più vicine che mai.
Sono ore problematiche alla Casa Bianca, dove secondo fonti locali il Presidente degli Stati Uniti D’America si starebbe preparando per una lotta all’ultimo voto, dalla quale potrebbe dipendere il futuro del paese, e quindi di gran parte del Mondo. Essì, perché si vota per il rinnovo del Senato degli Stati Uniti D’America.
Occorre ricordare che è compito del Senato decidere se inviare truppe all’estero, quindi potete facilmente capire l’importanza e la svolta di una eventuale vittoria dei Repubblicani.
McCain ha già lanciato la sfida con queste parole: “prendiamoci il senato, e poi inviamo in Iraq le truppe degli USA“.

Ci sono inoltre diverse altre questioni sul tavolo: sono previste decine e decine di referendum Stato per Stato, per quello che è ufficialmente l’election day per eccellenza, che verrà a costare circa quattro miliardi di dollari per i contribuenti americani. Ai cittadini verranno poste questioni importantissime, veri e propri punti chiave dell’Amministrazione Obama, come per esempio l’utilizzo della marijuana a scopo terapeutico, la liberalizzazione delle droghe leggere, una restrizione a scopo preventivo sul possesso ed il traffico di armi, l’aumento del salario minimo, l’aborto e perfino questioni legate alla sanità.

Nelle elezioni è compreso anche il rinnovo di ben trentasei governatori di Stato, e quattordici di queste sfide sono assai incerte, visti i sondaggi. Particolarmente importante per Obama e i democratici sarà il risultato di Scotto Walker, leader dell’ala Gop del partito repubblicano e possibile candidato alle presidenziali del 2016, che corre in Wisconsin.
Altra sfida importante in Kansas, stato tradizionalmente repubblicano dove il candidato democratico Paul Davis sta seriamente dando del filo da torcere alla controparte.

Si prospetta quindi una lotta serrata e all’ultimo voto, dove le idee portate avanti in questi anni da Obama e dai democratici si sfidano direttamente con la coscienza del popolo americano. Tutto il Mondo si ferma a guardare, mentre i repubblicani si fanno più agguerriti che mai, anche perché, come ha ammesso Kevin McCharty (il numero due alla camera per i repubblicani) “se non vinciamo alla Camera e al Senato, e proviamo di saper governare, non ci sarà un presidente repubblicano nel 2016“.

nicola donelli