Le unioni civili, come noto, rappresentano le forme di convivenza tra due partner regolate da un istituto giuridico diverso dal matrimonio.

Una Rubrica di Fabio FIn
Una Rubrica di Fabio FIn

UNIONI CIVILI – In Italia non esiste una regolamentazione effettiva in materia, ma ogni qual volta la stessa sia paventata si solleva celere il polverone del dibattito tra opinione pubblica e rappresentanza politica. Difatti, è dagli anni ’80 che si susseguono disegni di legge e in tal senso è opportuno ricordare i recenti casi PACS, DICO e DiDoRE, i quali hanno portato, sostanzialmente, ad un nulla fatto.

In particolare, sono le Unioni Gay, ovvero tra persone dello stesso sesso, a dividere destra e sinistra, che hanno storicamente posizioni opposte anche su tale argomento. Inoltre, c’è da sottolineare il veto della Chiesa cattolica, che però sembra aver ammorbidito il proprio giudizio durante il pontificato di Francesco.

POSIZIONI POLITICHE – Il Premier Matteo Renzi, nonché leader del PD, si appresta a presentare un Ddl sul modello dell’Eingetragene Lebensgemeinschaft tedesco, esclusivo per le coppie gay e contraddistinto dalla mancata possibilità di adozione congiunta di minori. La legge assicurerebbe pieno riconoscimento alla coppia gay dal punto di vista contributivo, assistenziale ed ereditario.

La posizione di Angelino Alfano di NCD, seppur alleato di governo, è fermamente contraria, mentre Silvio Berlusconi di Forza Italia, maggior partito di centro destra italiano, si è recentemente dichiarato favorevole:

“L’istituzione del dipartimento delle libertà civili rappresenta una naturale continuità di quanto abbiamo fatto finora e si occuperà anche dei diritti delle coppie dello stesso sesso: siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso tra il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale. Ma chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano”.

Ad ogni modo, il Cavaliere ha ribadito che la famiglia tradizionale è da intendersi quella composta da un uomo e una donna, tuttavia ritiene necessario normalizzare anche le unioni gay, come avvenuto in altri Stati europei con la partecipazione attiva dei conservatori. Tra gli intenti vi è quindi quello non lasciare alla cosiddetta sinistra l’onere della decisione, nella consapevolezza che una netta opposizione possa rivelarsi sterile.

SONDAGGIO – Tecnè ha realizzato una ricerca, su commissione della trasmissione TV Porta a Porta, concernente proprio le unioni civili tra coppie omosessuali, facendo particolare riferimento alla posizione di Silvio Berlusconi, dimostratosi, come già argomentato, disponibile alla registrazione delle stesse, accogliendo la linea tracciata dal Premier Renzi.

Ad un campione rappresentativo della popolazione italiana, suddiviso poi per appartenenza politica è stato chiesto: Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si è recentemente espresso contro le “nozze gay” ma a favore della registrazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, facendo riferimento al modello tedesco. Questo consentirebbe alle coppie omosessuali, stabilmente conviventi, di veder riconosciuti alcuni diritti/doveri, come la reversibilità della pensione, il diritto alla successione, la possibilità di assistere il partner in ospedale, ecc. Inoltre, le coppie omosessuali non potranno adottare, ma potranno riconoscere gli eventuali figli legittimi di uno dei due partner nati da una precedente unione. Condivide questa proposta? Analizziamo le risposte.

La maggioranza degli elettori di centro-destra (60%) non condivide le idee del Cavaliere, mostrandosi dunque ancora ostile ad accettare un cambiamento legislativo in materia di unioni civili, seppur lo stesso si limiti al solo riconoscimento di taluni diritti e doveri, e non prevede la formula del cosiddetto “matrimonio gay”, osteggiato ideologicamente soprattutto dalle fazioni più estremiste della destra. La tendenza mostra quindi una linea conservatrice, che potrebbe indirizzare il voto dei destrorsi verso Alfano. Da evidenziare comunque, nel campione in esame, un 38% di favorevoli alla proposta. [Grafico 1]

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La situazione muta tra i soli forzisti, divisi a metà riguardo le dichiarazioni del proprio leader: il 50% è d’accordo mentre il 48% non lo è, con il 2% che si dichiara indeciso. [Grafico 2]

La risposta che lascia più sorpresi è quella relativa al campione totale, analizzato a prescindere dalle singole appartenenze politiche. Di fatto, una leggera maggioranza (53%) di italiani è in disaccordo con la proposta di normalizzazione delle unioni omosessuali sul modello tedesco, in antitesi con il trend delle ultime rilevazioni da noi illustrate. D’altronde il restante 43%, che costituisce una buona fetta, si dichiara propenso al riconoscimento delle “coppie di fatto”. [Grafico 3]

L’impressione è che le percentuali possano essere state condizionate dal basso consenso elettorale attualmente riconosciuto a Silvio Berlusconi, il quale, tra l’altro, ha dimostrato di non avere perseguito una linea coerente nei confronti dei diritti omosessuali nel corso della propria storia politica.

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Fabio Fin

Fonte: Sondaggio Tecnè s.r.l. “l’attualità politica e le dinamiche del consenso!” del 27 ottobre 2014