Forte accelerazione di Renzi e del Partito Democratico sulla legge elettorale. “La Legge elettorale va fatta subito. L’italicum è un buon compromesso” ha detto il premier ai parlamentari PD, presentando la possibilità di inserire un premio di maggioranza alla lista, piuttosto che alla coalizione, e assicurando 350 parlamentari a chi raggiunge la soglia del 40% che, visti i sondaggi, potrebbero portare il PD a governare da solo senza alcuna stampella. Ripresentata anche una nuova soglia di sbarramento, che sarebbe fissa al 5%.

Il PD ha definitivamente accelerato sull’Italicum, delegittimando Verdini, implicato nel caso P3, e cominciando a mettere pressione a Forza Italia con la forte minaccia di elezioni anticipate, che potrebbero risolversi con una debacle totale per Berlusconi, ancora impossibilitato alla candidatura per via della Legge Severino. L’obbiettivo di Renzi è quello di chiudere per la legge elettorale entro dicembre, ma questa possibilità spaventa molto i leader del centrodestra che sono in costante aggiornamento con Arcore.

La strategia di Berlusconi, per ora, sembra essere quella di fare ancora ostruzionismo evitando incontri a Palazzo Chigi, ‘sfruttando’ la situazione di Verdini, così da non mostrare il proprio scetticismo che coinvolge più che i punti della legge i tempi della sua approvazione. E infatti Verdini, stratega nonostante le vicende giudiziarie che gli impediscono di andare a colloquio diretto con il premier, sta imponendo di prendere tempo per evitare di consegnare a Renzi una nuova legge elettorale entro Febbraio, spaventato a morte dalla possibilità di elezioni anticipate e consapevole del disastro annunciato che dovrebbe verificarsi il prossimo 23 Novembre in Calabria e in Emilia-Romagna. In accordo con Verdini anche Berlusconi, che legge come un chiaro segnale di volontà di rottura l’accelerazione del premier. “Basta tentennamenti sulla legge elettorale. È necessaria una parola definitiva, altrimenti si cambia schema e la legge si fa con chi ci sta” ha fatto sapere a Berlusconi e i suoi seguaci.

Sulla legge, comunque, la guida del partito azzurro sembra essere deciso a trattare con il premier. Forza Italia, infatti, accetta sia il premio di maggioranza al 40%, sia la soglia di sbarramento al 5%. Soprattutto sulla soglia di sbarramento c’è un ragionamento basato  su una precisa strategia: mentre questa soglia permette alla Lega di entrare tranquillamente in parlamento, tutt’altro discorso è per il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano visto che sarebbe pressoché impossibile che il partito riesca a superare tale soglia. Con una legge simile, quindi, Berlusconi vuole rilanciare il classico progetto dell’unione dei moderati, avviando il riassorbimento del partito di Alfano, già cominciato da qualche settimana in parlamento, e in tale direzione si può leggere la decisione dei parlamentari azzurri di non votare la sfiducia al ministro. Ma la strategia dei moderati significa, contemporaneamente, addio all’alleanza con la Lega di Salvini, in completa trasformazione e forte ascesa, che sta cercando di costruire un fronte lepenista e antieuropeista, che facilmente intercetterà parte dell’elettorato di Forza Italia, e che probabilmente potrebbe anche coinvolgere Fratelli d’Italia che, per lo stesso motivo di Alfano, potrebbe decidersi di sfruttare il Carroccio per accedere in parlamento.

Francesco Di Matteo