E’ tempo di disoccupazione, e si sa, in tempi come questi pochi sono i governi disposti a prendere misure a favore del lavoro, figuriamoci a favore dei lavoratori stranieri. Ma un’importante eccezione esiste, e non a caso è la meta preferita da moltissimi giovani da ogni parte del Mondo: l’Australia.

Così si è espresso pochi giorni fa un portavoce del Governo, le cui parole sono molto eloquenti: “L’Australia, per crescere, ha bisogno di aumentare la competitività delle sue industrie puntando sull’innovazione. Le nostre imprese hanno bisogno anche di flessibilità. Per sostenerle, il governo semplificherà la procedura per l’emissione dei visti per i lavoratori specializzati, accelerando i tempi necessari per l’approvazione dei permessi e semplificando l’esame di inglese da cui quest’ultima dipende». Insomma, vista la grande crisi economia, anche l’economia australiana fatica a crescere. La soluzione proposta dal Governo quindi è quella di attrarre i migliori talenti stranieri nel paese, per migliorare la competitività delle imprese nazionali e tenere alto il livello di innovazione e sviluppo presente nel paese.
Le categorie interessate saranno più di duecento, ed è necessario dimostrare di avere una grande specializzazione nei campi e nei lavori richiesti per poter partire. I lavori interessati sono veramente molti e di ogni tipo, si va dal falegname al dentista, dall’insegnante all’architetto.

Tuttavia non tutto oro è quello che luccica, e da parte dei lavoratori autoctoni non sono tardate ad arrivare le proteste. Il Presidente del Consiglio Nazionale dei sindacati australiani così commenta: “Con un tasso di disoccupazione al livello più alto degli ultimi dodici anni è assurdo che il governo faciliti le assunzioni di stranieri”.
L’Australia ha uno dei mercati del lavoro più protetti al Mondo, in cui i lavoratori sono veramente molto tutelati. Secondo alcuni troppo tutelati. E’ in corso dunque un acceso dibattito interno anche sulle condizioni dei lavoratori nel loro complesso, che potrebbe riservare nuove sorprese.

Una cosa tuttavia è certa, ed è una grande notizia per chi vorrà emigrare in Australia da lavoratore straniero. I sindacati stanno premendo (e il Governo sembra voler legiferare in tal senso) affinché i neo-assunti abbiamo dei salari pari a quelli dei colleghi australiani, in modo da non innescare una competizione al ribasso tra i lavoratori stranieri e quelli nati e formatisi in Australia.

Nicola Donelli