Il 4 novembre si è tenuta la presentazione di Libero Pensiero News presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha visto la cospicua partecipazione di studenti universitari e di ragazzi di vari istituti superiori di secondo grado dell’hinterland napoletano per un totale di circa 200 presenze. Tutta la redazione ringrazia ogni singolo componente dell’ASU (associazione studenti universitari) per il fattivo impegno e decisivo aiuto nell’organizzazione dell’evento, in particolare il suo presidente Valentina Mosca, che è stata il moderatore ed ha introdotto i vari ospiti.

Gli interventi

Il primo intervento è stato del direttore del dipartimento di Scienze Politiche, Marco Musella, che ha espresso la necessità del passaggio dalla teoria alla pratica nello studio e nella ricerca un job placement (piazzamento nel mondo del lavoro/occupazione), sottolineando che l’iniziativa di ospitare di Libero Pensiero News “È un’occasione formativa irripetibile” in tal senso. Il professore ha dichiarato “La formazione universitaria deve essere funzionale al lavoro ed allo sbocco occupazionale in virtù della sua importanza sociologica e identificativa“.

Il secondo ospite a ricevere la parola è stato il direttore di Libero Pensiero News, il dottor Davide Esposito, che ha dichiarato “L’avvento delle testate d’informazione web ha messo in crisi le grandi testate giornalistiche italiane che spesso si scopiazzano gli articoli ed hanno consentito a Lercio di vincere giustamente i Macchianera Awards”. Il direttore ha aggiunto “Visti i loro grandi capitali, è da folli pensare di fare giornalismo senza ricorrere al trash che attira tante visualizzazioni e a cui quasi tutti oramai fanno ricorso, ma noi ci crediamo”. Ha concluso “Stiamo riportando alla luce il pluralismo perché da noi scrivono persone con diversi orientamenti politici e ieri sono stati pubblicati due editoriali con due punti di vista diversi su uno stesso argomento. Siamo the voice of the voiceless – la voce di chi non ha voce”.

L’intervento successivo è stato del co-fondatore del giornale, il dottor Francesco Di Matteo, che ha raccontato le difficoltà incontrate da un laureato in Scienze Politiche legate all’accesso nel mondo del lavoro, evidenziando la sfiducia manifestata perfino dai suoi familiari quando ha scelto di fondare un giornale. Ha dichiarato “Non è vero che la nostra laurea non è utile perché ci dà la possibilità di interpretare la realtà e capire quale sbocco occupazionale preferire. Posso anche fare alcuni illustri esempi di personaggi laureati nella nostra materia eccellenti: il compianto Sandro Pertini; Turrion che ha portato il partito “Podemos” dallo 0 al 27% in Spagna in dieci mesi; l’onorevole Arturo Scotto; il famoso giornalista Enrico Mentana”. Ha anche fatto un cenno storico su Libero Pensiero che nasce nel 2001 in forma cartacea, nel 2013 diviene solo web con 4-5 articoli al giorno e, infine, da settembre 2014 pubblica la media di 25 articoli al giorno ed ha ottenuto a settembre 2014 76.000 visualizzazioni e nel mese successivo 93.000.

L’ospite successivo è il professor Tullio D’Aponte che ha dichiarato “La formazione è inutile solo quando è superficiale e si va a fare un esame credendo di prendere in giro il professore, finendo per prendere in giro solo sé stessi”. Ed ha terminato “Scienze politiche e il liceo classico sono simili: allenano la mente. Come allenarla ogni giorno? Coltivando il dubbio, senza avere pregiudizi, sapendo distinguere ed informandosi su giornali come Libero Pensiero”.

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La parola è passata poi ad un membro del consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, Massimiliano Musto, che ha dichiarato “Come diceva il professore, non basta studiare ma occorre studiare bene per diventare giornalisti. E questo lo si fa prendendo sì il patentino, ma anche iscrivendosi all’albo”, chiudendo l’intervento: “Credo che sia fondamentale per tutti i giornali poter accedere al finanziamento pubblico, altrimenti il trash per ottenere visualizzazioni diviene un’inconveniente necessità”.

L’ultimo intervento è stato del noto giornalista di Sky Tg 24, Paolo Chiariello, che ha affermatoIl nostro Paese attraversa una profonda crisi, ma di chi è la colpa? Dare la colpa solo ai politici è semplicistico.  Questa crisi è una conseguenza dei giornali che raccontano solo di politica che è la cosa più distante dalla realtà”. Esempio: se scoppia una bomba in Afghanistan lo sappiamo in tempo reale, mentre la notizia di un incidente sull’autostrada arriva dopo un’ora” Ha poi concluso “Non guardiamo più a cosa accade nel Paese perché le testate nazionali vanno sì lette, ma senza dimenticare che spesso sono di gruppi economici che hanno forti interessi o di politici o, addirittura, di entrambi. E si pensi che, oramai, i nostri veri giornali sono “Le Iene” e “Striscia la notizia” che raccontano il Paese reale. Per finire, credo che un buon giornalista debba: raccontare ciò che vede; essere onesto; essere trasparente ed indipendente. Se avete bisogno di farvi spiegare le cose da qualcuno, non siete ancora dei veri giornalisti”.

Ferdinando Paciolla
fotografie a cura di Serena Spennato