Napoli- E’ una notizia sconvolgente quella che ha colpito nelle ultime ore i genitori e gli alunni della scuola infantile dell’Istituto Bracco di Soccavo.
Una circolare mossa dalla preside Irene de Riccardis, al suo nono anno di presidenza, informa le famiglie dei bambini non paganti regolarmente la retta scolastica, che saranno obbligati a rimanere fino all’orario stabilito prima in Consiglio d’Istituto a scuola, nonostante non possano usufruire del servizio della mensa scolastica e inoltre continua la circolare: “ si ricorda che chi non è in regola con il pagamento non può portare il pasto da casa e chiedere d’uscire in anticipo”.
Circolare dura e disumana poiché i bambini sarebbero rimasti a digiuno fino alle ore 16.15, quelle di regolamentare termine dell’attività scolastica.
I genitori imbufaliti per questa circolare hanno richiamato l’attenzione attraverso i mezzi di comunicazione di massa, e soprattutto le reti sociali come il canale di Facebook.
La preside, in difesa, si dice obiettiva e commenta che nessun alunno, negli anni precedenti, nonostante ci fossero stati episodi simili, sia mai rimasto senza pranzo.
Per questo, secondo la de Riccardis i bambini non paganti avrebbero a disposizione un panino, donato dal Comune di Napoli già da molti anni.
I costi della refezione variano secondo il reddito dichiarato a inizio anno attraverso la presentazione del modello Isee e vanno da un minimo di 0,50 cent a pasto comprendente di primo, secondo contorno e frutta, ai 4,50 euro per coloro con un reddito fino ai 65mila euro annui.
La preside si dice indignata data la mancanza di ragionevolezza di alcuni genitori i quali inscrivono i propri figli al tempo prolungato senza tener conto di dover pagare per far sì che abbiano a disposizione sia il servizio della mensa sia un docente disponibile nelle ore pomeridiane.
Il malcontento all’emanazione di questa circolare continua a dilagare fra le famiglie degli alunni dell’Istituto ma la preside termina fermamente dicendo: «Nella circolare parla la legge. I genitori sono responsabili del fatto che non pagando la retta di refezione il loro figlio potrebbe restare senza cibo. In realtà nessuno è mai rimasto digiuno, anche negli anni precedenti, provvediamo come si può. Solo che, mi chiedo, può andare avanti così? Madri e padri dovrebbero collaborare con l’istituto scolastico per renderlo più forte ed efficiente. E invece preferiscono lo scontro»

Claudia Polo