Le elezioni di Midterm negli USA hanno segnato una vera e propria debacle per il Partito Democratico e per Obama. Dopo le elezioni, infatti, i repubblicani hanno conquistato la maggioranza sia alla Camera che al Senato conquistando il potere di ostacolare ogni singola mossa della Casa Bianca. Peggiora, quindi, la situazione politica di Barack Obama, già costretto da 4 anni a convivere con una Camera non proprio collaborativa, con maggioranza repubblicana.

Ma con il passaggio del Senato al centrodestra la situazione si complica ulteriormente. Il Senato, infatti, ha molti più poteri rispetto alla Camera e ciò significa che il potere della Casa Bianca, già mutilato dall’assenza della maggioranza alla Camera, è ulteriormente danneggiato dal cambio di equilibrio al Senato. Il ramo alto del parlamento, infatti, può contestare e respingere le nomine di giudici e di membri dell’esecutivo, allargando la guerra totale dei repubblicani anche sul piano delle nomine.

Questa situazione potrebbe portare ad una ulteriore empasse dell’opera del parlamento, già pressoché paralizzato prima di queste elezioni. Infatti, visto che molti dei nuovi parlamentari eletti nelle file repubblicane fanno parte della corrente estrema del partito, il Tea Party, potrebbe essere difficile trovare un terreno comune con Obama e i democratici sul quale poter collaborare. Molti della componente destra del partito repubblicano, infatti, vede Obama come il peggiore dei mali, un vero diavolo in persona. Tuttavia la situazione di stallo che da troppo tempo sta ostacolando la regolare legiferazione potrebbe costringere i nuovi parlamentari a sforzarsi di trovare terreno comune su cui lavorare, anche perchè se non si sblocca la situazione parlamentare difficilmente l’elettorato deciderà di confermare il voto ai repubblicani. L’elettorato, infatti, secondo i sondaggi, sono assai scontenti dell’incapacità del parlamento di poter lavorare e chiedono ai parlamentari maggior collaborazione per poter procedere nelle riforme indispensabili per il Paese.

Mitch McConnell, senatore per il Kentucky e nuovo leader di maggioranza dei repubblicani al Senato, e John Boehner, leader alla camera già da quattro anni, avranno il difficile compito di stabilire una collaborazione con la Casa Bianca. A loro si affida l’elettorato americano, sperando diventino più collaborativi e pragmatici e puntando a riforme comuni con i democratici. La riforma della normativa fiscale, come la rimodulazione delle tasse per evitare l’elusione delle multinazionali potrebbero essere i primi temi su cui si potrà lavorare insieme. Altro tema, che sta facendo molto discutere anche in Europa, potrebbe essere il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. Su questo tema potrebbe fortemente basarsi una collaborazione proficua tra i due gruppi parlamentari visto la comunanza di posizioni tra Obama e i Repubblicani. Il Presidente ritiene che il trattato possa essere utilissimo per il rilancio della produzione e dell’occupazione negli Stati Uniti, mentre i Repubblicani, tradizionalmente liberoscambisti, non potrebbero che appoggiare il trattato. Unica incognita è la linea oltranzista dei parlamentari del Tea Party che potrebbero addirittura far saltare tutto.

Sia Obama che i Repubblicani, comunque, dovranno fare i conti con altre problematiche in questi due anni. I Repubblicani, infatti, saranno impegnati anche nella ricerca di una figura autorevole e ben vista in vista delle elezioni presidenziali e che dovranno opporre alla forte candidatura di Hilary Clinton. Obama, invece, vedrà molto del suo tempo dedicato alla politica estera, con le crisi internazionali, in primis in Ucraina e ISIS, che tolgono ancora il sonno al Presidente.

Francesco Di Matteo