Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Chi era realmente? Che tipo di uomo era? Ci insegnano a lodare l’idea e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo.”

V può essere un numero. V può essere il 5/V novembre. Il giorno in cui i bambini inglesi vanno in giro con dei fantocci, canticchiando una filastrocca che ringrazia dio per aver salvato il re Giacomo I dall’attentato. Il giorno in cui Guy Fawkes, “l’unico uomo ad essere entrato in parlamento con buone intenzioni“, provò a portare a termine la congiura delle polveri, tentando di assassinare il re e tutti i membri del Parlamento inglese con un’esplosione. Ma non ci riuscì.

V può essere un uomo, “un umile Veterano del Vaudeville“, che indossa la maschera di quel rivoluzionario per portare a termine il suo compito. V potrebbe essere mio padre, mio fratello, un uomo qualunque. V può essere un’idea. V può essere Verità.

Ma V è Vendetta, il terrorismo fatto di giustizia, che attraversa uno scenario orwelliano di un futuro distopico, in cui la società inglese è uno stato totalitario comandato da un partito di estrema destra. Non esistono il dissenso, le minoranze, la vita privata, ma solo violenza, terrore e campi di concentramento. Ed esiste V, che con il suo passato oscuro e il suo volto mascherato, si schiera contro il tiranno Adam Sutler imitando le gesta del rivoluzionario vissuto 400 anni prima di lui.

V è il protagonista del film di James McTeigue, dove la narrazione è energicamente fugace, districandosi attraverso gli omicidi di uomini politici, irruzioni alla televisione pubblica, esplosioni al Palazzo di Giustizia, per poi arrivare alla conclusione, quella che non ebbe Fawkes: un’esplosione tra fuochi d’artificio del Parlamento inglese. Il tutto accompagnato da una storia d’amore che appare ancora più utopistica dell’esplosione stessa, che infatti non trova una fine, ma viene lasciata all’immaginazione dello spettatore. Una storia d’amore che, però, allo stesso modo distrugge per creare, frantumando l’integrità morale dell’improbabile eroina Evey per aiutarla a liberare se stessa, in un pianto liberatorio quanto il magnifico spettacolo del Parlamento in eruzione.

E la stessa maschera che ha indossato V è diventata un simbolo per i movimenti di protesta di tutto il mondo, da Occupy Wall Street a piazza Tahrir. “La maschera di Guy Fawkes è ormai diventato un marchio comune, un cartello comodo da usare per protestare contro la tirannia. Sono felice: è singolare che un’icona della cultura popolare sia usata in questo modo”, ha detto alla Bbc David Lloyd, l’uomo che ha creato la maschera per il fumetto di Alan Moore V per Vendetta.

V è più attuale che mai, con evidenti riferimenti alla realtà politica mondiale, e ci ricorda perché non dobbiamo dimenticare il 5 novembre. Non per un uomo, che era solo un uomo, ma per il suo essersi lasciato trasportare dall’idea più grande, l’idea di Giustizia, per ricordarci che basta uno solo a dare la spinta per l’effetto domino. Un uomo qualsiasi, un uomo senza volto ma mascherato da un ideale, perchè lui è tutti e nessuno insieme, lui è collaterale, è forza motrice, è rivoluzione. Lui è Vittoria.

Camilla Ruffo