Oggi molti tesori e reliquie di tempi passati che tracciano la moderna conformazione dei Campi Flegrei hanno un solo padre, l’architetto romano Lucio Cocceio Aucto. Originario di Cuma servì per Marco Agrippa e nel 37 a.C. elaborò i primi schizzi di quello che sarebbe divenuto il Portus Iulius, da lui stesso seguito nelle fasi di costruzione, sul golfodi Pozzuoli. La natura prettamente militare del porto la si evince dalla  presenza di una diga che partiva da Punta dell’Epitaffio e si congiungeva alla punta Caruso, il punto di accesso era rappresentato da un canale che si dipanava nel bacino del Lucrino e poi da qui verso il lago d’Averno. Nel 12 a.C., a causa dell’insabbiamento, la componente militare del porto, navi, infrastrutture e piattaforme logistiche, furono tutte trasferite al bacino di Miseno, così tale area venne rimodulata a porto civile e zona sia residenziale sia termale. Oggi a causa dell’effetto del bradisismo gran parte della mastodontica opera giace sui fondali del mare, solamente i rilevamenti aerei hanno potuto constatare una traccia antropica assai estesa, ed a oggi ancora molto poco studiata, che si estende per tutto il golfo di Pozzuoli e visitabile attraverso escursioni in battello presso Baia.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn contemporanea alla costruzione di questo porto, Cocceio portò alla realizzazione di un canale che collegasse il porto di Cuma con quello in costruzione di Pozzuoli. La grotta di Cocceio, come oggi è conosciuta, attraversa il Monte Grillo per circa un chilometro di percorso, larga circa 6 metri è ben aerata e illuminata grazie alla presenza di sei pozzi di ventilazione; lo scopo primo ancora una volta era quello militare, e nella fattispecie permettere rapidi spostamenti delle truppe da un porto ad un altro per ottenere, in ultimo, una mobilitazione delle flotte nel più breve tempo possibile, va menzionato come la costruzione di queste infrastrutture militari fosse finalizzata alla lotta intrapresa da Augusto contro Sesto Pompeo figlio di Gneo Pompeo, che  nel 42 a.C. aveva occupato la Sicilia grazie appunto ad una imponente forza navale. Utilizzato durante il secondo conflitto mondiale dalla Regia Marina come deposito di armi, fu fatto brillare dai tedeschi in ritirata; oggi lo stato di questo elemento architettonico è più che mai compromesso, già nel 2010 fu attuata una ordinanza di sgombero dei residenti che ivi abitavano proprio per un rischio crolli. Il sindaco di Baia Ermanno Schiano ha chiesto, da tempo ormai, i fondi necessari ad un consolidamento della struttura che oggi per mancanza di manutenzione è a rischio crolli ed è chiusa al pubblico.24965353

La fama di Lucio Cocceio Aucto però non finisce qui, difatti alla sua mente è ricollegata anche la costruzione della crypta neapolitana, un lungo tunnel di 705 metri, largo 4,5 metri e alto 5 metri,che attraversa la montagna di Posillipo mettendo in comunicazione Fuorigrotta e i Campi flegrei con la vecchia città.  I primi lavori di modifica avvennero nel 1455 per volere di Alfonso d’Aragona, il quale decretò che il piano di calpestio fosse abbassato di circa 11 metri,negli anni successivi il viceré Don Pedro di Toledo fece lastricare il pavimento, nel 1748 Carlo di Borbone ordinò  un consolidamento del tracciato e in ultimo Giuseppe Bonaparte fece sostituire le vecchie torce che seguitavano sul percorso con lampade ad olio.

Durante i lavori di ristrutturazione portati in essere dagli spagnoli, venne alla luce un bassorilievo in marmo bianco raffigurante il Dio orientale Mitra databile alla fine del III secolo d.C, la scoperta ha fatto presumere agli archeologi che quella via di comunicazione angusta e tetra, così come ce la descrive anche Seneca, fosse il luogo per la celebrazione del culto misterico di Mitra. La crypta neapolitana oggi è enucleata all’interno del parco Vergiliano a Piedigrotta, divenuto tale nel 1930 nelle celebrazioni del bimillenario della figura di Virgilio, in esso sono presenti le spoglie di Giacomo Leopardi e un colombario di età romana ritenuto essere la tomba di Virgilio. A fronte della caducità della struttura, la crypta è stata interdetta al pubblico, ciò nonostante si può visitare l’accesso e le prime sezioni sempre dal medesimo parco che è aperto a titolo gratuito al pubblico dalle 9 alle 18.
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Al nome di Cocceio sono state affibbiate nel corso degli anni anche altre due opere del paesaggio campano: la crypta Romana, tunnel che collegava l’area del foro di Cuma con il mare per scopi ancora una volta strategici e in ultimo la grotta di Seiano  tunnel che attraversa la collina di Posillipo congiungendo l’odierno quartiere di Bagnoli con il vallone della Gaiola dove sono presenti i resti di un complesso residenziale di età imperiale, che secondo la tradizione e i ritrovamenti archeologici sarebbe appartenuta ad Augusto stesso e dai sui successori fino ad Adriano.

Dario Salvatore