Dopo una riunione ieri a Palazzo Chigi con il premier Renzi, il ministro dell’Economia Padoan e il direttore delle Entrate Rossella Orlandi, il governo accelera sulla riforma del Fisco. Infatti è stato messo in calendario per il Consiglio dei ministri del 20 novembre un provvedimento abbastanza delicato, che riguarda l’abuso del diritto. L’argomento principale è l’elusione fiscale, per la quale se un’impresa attua un comportamento lecito per il codice tributario, ma con unica motivazione quella di pagare meno tasse, allora essa può essere perseguita non solo dal Fisco, ma anche dalle procure della Repubblica.

Nel provvedimento pensato dal governo l’elusione fiscale non sarebbe più considerata un reato penale, ma l’unica sanzione applicabile sarebbe quella amministrativa. Rimarrebbero, invece, a rischio procedimento sia tributario che penale i casi più gravi di elusione. Ciononostante si starebbe ancora discutendo sull’entità della sanzione amministrativa: nelle prime bozze del provvedimento questa era stata individuata nel 50% delle somme non dichiarate, anche se, in realtà, l’Agenzia delle Entrate ha intenzione di alzare la soglia.

Altro punto cruciale su cui il governo discute è il raddoppio dei termini di accertamento. Con le leggi attuali il Fisco ha quattro anni per rintracciare gli evasori ( tranne in casi eccezionali in cui i tempi si allungano a cinque anni). Inoltre se il reato è penale, e dunque partecipa alle indagini anche la procura, il termine si raddoppia. Le nuove norme della riforma fiscale elaborate dal governo concedono il raddoppio dei termini solo se l’indagine penale si avvia entro i quattro anni dei termini di accertamento. Ciò comporterebbe un grande rischio: poter perdere centinaia di milioni legati a persecuzioni fiscali che, in tal caso, andrebbero persi. Infatti basti pensare che in Italia molti accertamenti vengono conclusi con l’utilizzo del raddoppio dei termini di accertamento e soprattutto con procedimenti penali cominciati dopo i termini ordinari. Tuttavia il governo sembra determinato a proseguire verso la semplificazione dei rapporti tra Fisco e imprese.

Intanto nella riunione di ieri è stato stilato un calendario per i provvedimenti attuativi della delega, la cui scadenza è a marzo. Il decreto “semplificazione” è stato già approvato definitivamente e i prossimi saranno anche quelli sulle accise e commissioni censuarie per la riforma del catasto. I tre punti cruciali della riforma saranno i provvedimenti sull’abuso del diritto, regime sanzionatorio e adempimento collaborativo (ossia, “cooperative compliance”). Quest’ultimo è un meccanismo che sarà avviato per le imprese molto grandi (su base del tutto volontaria) mediante il quale le imprese che apriranno le proprie strutture al Fisco potranno usufruire anche di premi e agevolazioni.

Andrea Palumbo

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell’Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l’Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.