Milano. C’è stato un gran fermento nella bella Galleria milanese il 4 novembre, e non solo per il solito tran tran quotidiano. Ha riaperto al pubblico, infatti, una delle più famose librerie italiane, fondata nel 1949 quando il mondo stava risollevandosi dalla guerra e i geni letterari cominciavano a respirare finalmente il profumo di libertà di stampa. Ma ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, e anche per la libreria Rizzoli era giunto il momento di un restyling.

Ribadire il concetto che siamo entrati nell’era del digitale sarebbe quantomeno scontato, eppure questo è un dato di fatto che sta alla base dei molteplici cambiamenti non solo della Rizzoli. Con l’avvento di ebook la lettura e, più in generale, l’approccio a un testo si è trasformato, e, come tutto ciò che riguarda il mondo del web, è diventato un qualcosa di astratto.
Ma la Rizzoli ha pensato bene di cercare una soluzione a questa empasse che sembra bloccare la maggior parte di noi. Perché non creare una libreria che stia al passo coi tempi? Complice anche l’approssimarsi dell’apertura dell’Expo, è partito quindi il progetto di creare una sorta di continuazione tra il vecchio e il nuovo.

Stiamo parlando di un’integrazione da parte dei supporti telematici ai quarantamila e passa volumi disponibili nello store. Ciò significa che in ogni piano sono presenti video –wall su cui scorrono frasi estrapolate da testi diventati cult, impostati in base all’area di competenza. La struttura, infatti, è cresciuta in termini di spazio, ed è stata riorganizzata in tre livelli, ognuno dei quali tratta di una particolare tematica partendo dal piano terra dove sarà possibile trovare la sezione narrativa. Il piano interrato è stato adeguato, invece, ad ospitare la saggistica e il primo piano è dedicato ai più piccoli. E, a tal proposito, la Rizzoli tiene a sottolineare il fatto che questo reparto non nasce con l’intenzione di essere un parco giochi dove lasciare i figli mentre si è impegnati nella scelta dell’acquisto. Bensì, un luogo dove i genitori possano aiutare anche i bambini a familiarizzare con la lettura, scegliendo per loro, e con loro, i testi più adeguati.

La differenziazione settoriale è utile anche per una questione di orientamento. Possiamo dire che anche i lettori più navigati talvolta necessitino di un aiuto che in questo caso sarà offerto da un vero e proprio team di librai, preparati e disponibili a soddisfare qualsiasi richiesta. Forse ai più sembrerà un dettaglio ininfluente, come dire cosa c’è di più logico di un libraio in una libreria? Talvolta il libraio stesso, figura mitologica che non sempre è presente o spesso confuso con un magazziniere qualunque.

Ma la libreria non è solo un posto dove girovagare tra scaffali polverosi e uscire con un mattone in mano, no, ci deve essere anche spazio per qualcosa di più dinamico. Da qui l’idea di sviluppare delle zone allestite allo scopo di ospitare eventi come la normale presentazione di un nuovo libro che, ancora una volta, diventa un modo per riconnettersi col passato.
Sveliamo l’escamotage: cosa può adornare meglio le pareti di queste salette se non fotografie d’autore che ritraggono i grandi nomi della nostra cultura contemporanea? Ma per riabilitare l’appellativo di Salotto di Milano, serviva anche un ambiente che ne fosse all’altezza. Restyling sì, ma con gusto. Tanto è vero che a capo dei lavori di rinnovamento totale troviamo lo studio dell’architetto Paolo Lucchetta, il quale ha dato vita ad un ambiente molto raccolto, che ricorda proprio l’intimità di casa; obiettivo raggiunto, avendo adottato un mobilio prevalentemente in legno, mixato con materiali più moderni e sicuramente d’effetto. E d’altra parte non poteva essere diversamente: Milano resta comunque la capitale della moda e del design.

Ed ecco che ritorniamo al principio che funge da punto cardine al progetto: cambiamento non in senso di cancellazione dai toni un po’ futuristici, ma riscoperta di un passato ancora capace di stupire e che, purtroppo, a volte passa in sordina. Insomma, la parola d’ordine sembrerebbe proprio adeguarsi ai tempi, e in questo ci hanno preso tenendo conto che la Rizzoli è ora anche un app che, chiunque volesse mantenersi costantemente aggiornato circa le novità, può tranquillamente scaricare. Al passo coi tempi abbiamo detto, ma con criterio e mantenendo saldi valori intramontabili.

L’apertura al pubblico per l’inaugurazione è stata prevista per le ore 18, e hanno presenziato all’evento alcune personalità che hanno dato il loro contributo affinché tutto questa venisse alla luce. Citiamo, tra i più, Umberto Eco e Beppe Servegnini. E non è tutto, in quanto la Rizzoli ha fissato già un calendario denso di appuntamenti di vario genere, e come primo evento in cantiere troviamo la presentazione de Il male non dimentica, ultimo lavoro di Roberto Costantini.

L’unica cosa che manca in questo gioiellino felicemente made in Italy, è un’area ristoro, ed è una scelta assolutamente voluta. Addio ai tramezzini tristi che rischiano di colare sulle copertine ancora calde stampa; sono solo un ricordo la bevande o i caffè da sorseggiare al volo al bar: la pietra focaia resta solo ed esclusivamente il libro perché leggere, alla fine, resta sempre una cosa seria.

Roberta Fabozzi