Lo Stato ha evaso i 40,1 miliardi di debiti che aveva verso la pubblica amministrazione (PA) erogando 40.1 miliardi ad ottobre, di cui 32.5 sono già stati effettivamente versati, mentre ai restanti 7,25 il MEF (Ministero Economia e Finanze) ha dichiarato “Ne aggiungeremo 5 per colmare il fabbisogno delle amministrazioni”.

I precedenti

L’argomento sembra lontano ma è più vicino a noi di quanto pensiamo perché il debito patologico dello Stato innesca un circolo vizioso che funziona così: non si estinguono i debiti con la PA, la quale non paga in tempo le imprese che, nella migliore delle ipotesi, vanno in crisi di liquidità e, nella peggiore, sono costrette a chiudere. Per questo molti imprenditori hanno ritenuto immorale il comportamento del Governo e del Parlamento che non versavano quanto dovuto agli imprenditori da un lato e , dall’altro, ricevevano le salate cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate. Per lo stesso motivo protestavano anche gli enti locali che erano costretti a rispettare il patto di stabilità generando un effetto spirale a causa dei loro debiti: tagliavano i servizi pubblici; allo stesso tempo alzavano le tasse locali allo stesso tempo per rientrare dal loro indebitamento. L’Unione Europea si era resa conto che la situazione era insostenibile a giugno scorso inviando una lettera al Ministero dell’Economia che era un atto preliminare per aprire una procedura d’infrazione verso lo Stato italiano in quanto peggior pagatore d’Europa. L’ex commissario all’industria Tajani contestava anche il basso tasso di mora applicato ai debiti dello Stato italiano, irrisorio rispetto a quello stabilito dall’UE: l’8% in più rispetto al tasso della BCE. Infatti i pagamenti dei debiti statali avvenivano in media a 170 giorni per le imprese che prestavano beni e servizi e 210 a chi svolgeva lavori pubblici, rispetto ai 30-60 previsti dalla legislazione europea. Padoan definì “Scelta incomprensibile” la decisione della Commissione europea di paventare una procedura d’infrazione ma subito si adoperò e presentò un programma che convinse l’Eurotower.

Le certezze dell’Esecutivo

Il Governo ritiene di aver risolto tutti i problemi con quest’ultima tranche di pagamenti, soprattutto dopo aver utilizzato due mosse che già stanno dando alcuni frutti:

le istanze di certificazione telematica. Oltre 3.600 richieste nella prima settimana di agosto 2014 (4 volte quelle dell’intero 2013), divenute 84.608 il 31 ottobre;

– la predisposizione dei regolamenti attuativi del decreto legge 66/2014 che prevede la garanzia dello Stato su tutti i crediti certificati. In questo modo, dopo la certificazione, gli imprenditori possono ricevere gli anticipi di quanto loro dovuto dalla PA agli intermediari finanziari (banche e altre imprese che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma). In questo modo sarà più difficile per le imprese nostrane andare in crisi di liquidità (da sempre il loro peccato originale).

Padoan ha dichiarato “Ridurremo i casi patologici e poi li risolveremo uno ad uno ma abbiamo risolto il problema del debito patologico con gli enti amministrativi” e, in effetti,  gran parte dei debiti commerciali (quelli da versare entro la fine di ogni anno di attività commerciale) sono stati estinti ed era quella la pecca più grave pecca statale.

Il problema 

Noi di Libero Pensiero News eravamo stati fra i pochi ad avvisare i nostri lettori dell’aumento IVA e accise (benzina su tutte) come clausola di salvaguardia alle misure anti-evasione della legge di stabilità, poi notate da Confcommercio e oggi lanciamo un campanello d’allarme: il problema dei debiti PA potrebbe non essere concluso. Oltre alle dichiarazioni di Padoan “Risolveremo i casi patologici restanti uno ad uno” che fa comprendere quanto la situazione non sia completamente risolta, è opportuno ricordare che nel periodo fine 2012-inizio 2013 Squinzi parlava di “75 miliardi di debiti” e si diceva fossero sottostimati. Oggi tutti sono convinti che 45 miliardi saranno più che sufficienti.

Ferdinando Paciolla