Robin Raphel, 67 anni, diplomatica ed ex analista della CIA, è indagata dalla divisione di controspionaggio dell’FBI perché sospettata di intrattenere relazioni “troppo strette” con personalità del mondo politico pakistano e di aver messo al corrente autorità straniere di informazioni segrete. Il Dipartimento di Stato le ha negato l’autorizzazione per il possesso e il trattamento di materiale riservato, l’ha sospesa dal servizio per un mese e non le ha rinnovato il contratto. Il 21 Ottobre l’FBI ha eseguito una perquisizione del suo appartamento requisendo buste e scatoloni contenenti materiale non ben identificato. Per ora, come ha evidenziato il Washington Post, il giornale che ha svelato il caso, si sa davvero poco.

Dopo aver lasciato l’intelligence, la Raphel ha prestato servizio per 30 anni nel settore diplomatico ed è abbastanza conosciuta tra i funzionari che lavorano in questo ambito. È stata la moglie di Arnold Raphel, l’ambasciatore americano che morì nel 1988 in un incidente aereo insieme al presidente pakistano Mohamed Zia.
Ha ricoperto numerosi incarichi per il Dipartimento di Stato, come quello di ambasciatrice in Tunisia e come assistente dell’inviato speciale Richard Hoolbroke, durante la delicata questione afghano-pakistana. Nella sua vita ha anche lavorato per autorità non statunitensi, dedicandosi al lobbismo per i governi del Kurdistan iracheno, della Guinea equatoriale e del Pakistan.

In questi ultimi anni la Raphel si stava occupando della gestione dei fondi americani garantiti al Pakistan per scopi civili; in molte occasioni è stata duramente criticata per la sua estrema vicinanza alle autorità pakistane, tanto da essere stata soprannominata in un articolo Lady Taliban, nonostante i suoi colleghi l’abbiano sempre ritenuta all’altezza del compito assegantole.
Negli Stati Uniti si nutrono forti dubbi sull’atteggiamento del Pakistan verso i suoi servizi segreti, che hanno dimostrato di essere molto vicini ad alcune fazioni estremiste del paese. Giovedì, infatti, l’attuale inviato del governo in Pakistan e Afghanistan ha tenuto una conferenza a Washington per chiarire il modo in cui il denaro dei contribuenti viene speso da Islamabad.

Bruno Formicola