Il leader della Lega Nord Matteo Salvini si è diretto in visita al campo nomadi di Bologna, in via Erbosa, con l’intento di adoperarsi per la chiusura definitiva dello spazio occupato dai rom. Qui un gruppo di cittadini autonomi, l’hanno accolto con lo striscione “Spaziamo via il razzismo”. Durante l’attesa si sono avvertiti i primi momenti di tensione, quando mentre vi si raccoglieva una petizione per l’iniziativa del segretario del partito leghista, un gruppo di ragazzi partecipanti a vari centri sociali, hanno dato via agli insulti ma comunque senza scontrarsi con la forza.

Successivamente, in un parcheggio a pochi metri da via Erbosa, Matteo Salvini era col candidato regionale Alan Fabbri e la consigliera comunale Lucia Borgonzoni; quando la folla dei manifestanti si è avventata verso i tre, questi sono subito corsi nell’auto dell’esponente del partito, che è stata poi assaltata dalla folla in maniera violenta, tra pugni, calci e sassi lanciati.

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L’auto ha subito accelerato tempestivamente, investendo i manifestanti. I militanti della Lega Nord sono stati scortati dietro il cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Fortunatamente nessuno sul luogo è rimasto ferito.

Il segretario della Lega Salvini ha commentato la vicenda sui vari social network, preso dalla rabbia e dallo sdegno della tensione creatasi; e infatti commenta più intollerante che mai: “Sassate sulla macchina, calci, pugni e sputi. Se questa è la Bologna democratica e accogliente dobbiamo LIBERARLA!”. E ancora accusa di non rispettare il parametro della democrazia ai coloro che hanno tentato di fermare attraverso la violenza le sue idee: “Chi ha bisogno di usare la VIOLENZA per difendere le sue “idee”, o non vale nulla lui, o non valgono niente le sue idee”

Calmatesi le acque, dopo l’accaduto, il caso Salvini è diventato politico; dichiarazioni da svariati esponenti della Lega, come Calderoli: “Non è più tollerabile che i balordi dei centri sociali possano continuare ad esercitare violenza e a calpestare le regole della democrazia e del codice penale. Si tratta di gentaglia e parassiti che nella propria vita non hanno mai lavorato ed esercitano quotidianamente una forma di fascismo purtroppo, per troppo tempo, tollerato da una sinistra. D’ora in poi se non li fermeranno le Forze dell’Ordine, non porgeremo l’altra guancia, ma varrà la legge del taglione: occhio per occhio dente per dente“. Parole molto forti che vengono ridimensionate dal consigliere Manes Bernardini: “le provocazioni generano solo provocazioni. Noi non abbiamo bisogno di questo. I problemi della città vanno combattuti e risolti con la forze delle idee e delle proposte politiche. Dobbiamo dimostrare, con un grande senso di responsabilità, che le cose si possono cambiare, senza scatenare guerriglie urbane”.

Immagine a cura di “La Stampa”: http://www.lastampa.it/2014/11/08/italia/politica/bologna-i-giovani-dei-centri-sociali-assaltano-lauto-di-salvini-yDjFKUKpwTqRDUVD6hHmyJ/pagina.html

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Alessandra Mincone