Dopo la chiusura di numerosi giornali, da Liberazione all’Unità, la crisi ha colpito anche il giornale verde della Lega Nord, che, dal primo dicembre non sarà più in edicola. Lo scrivono in un editoriale in prima pagina, dove si spiega che “ieri, a seguito di un incontro con il segretario federale Matteo Salvini e con il presidente del Cda dell’Editoriale Nord Ludovico Giliberti, è stato comunicato al Comitato di redazione del giornale l’avvio della cassa integrazione per tutti i dipendenti a partire dal prossimo primo dicembre.” Chiude La Padania, quindi. E non sarà più attiva nemmeno la testata online: “conseguentemente, da quella data il quotidiano non sarà più in edicola e il sito non sarà più attivo“.

All’Ansa, Matteo Salvini ha dichiarato: “la Lega è al risparmio su tutto e quindi non ha rinnovato il proprio contributo all’editoriale“. Per il segretario del Carroccio è stata anche una buona occasione per attaccare il governo Renzi a causa: “dell’ennesimo bavaglio calato dal Governo Renzi che riduce i contributi per l’editoria che esistevano da anni“. Aggiunge, poi: “oltre che la Padania stanno chiudendo e chiuderanno centinaia di piccole testate locali e di settimanali storici e chi ci perde è solo il territorio e la libertà di informazione “.

Anche nella prima pagina del giornale si attacca Renzi: “L’attuale situazione è il risultato del drastico taglio del fondo per l’editoria operato dal governo Renzi: in tal modo si infligge un durissimo colpo al pluralismo e alla libertà dell’informazione garantiti dai principi costituzionali“. Strano sentire parlare di Costituzione sul giornale della Lega Nord, i quali chiedono la secessione, palesemente incostituzionale. Ma è il segno dei tempi, quando l’acqua è poca la papera non galleggia, si dice a Napoli.

Luca Mullanu

CONDIVIDI
Articolo precedenteSconti alle multinazionali, Juncker nella bufera
Articolo successivoMovimento 5 Stelle tra il compromettersi e il compromesso
Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.