L’ESPERIENZA POLITICA DI COFFERATI

Sergio Cofferati è un pezzo di storia italiana degli ultimi venti anni.
Nato nel 1948, ha passato la sua vita a condurre battaglie nel sindacato “rosso”: la CGIL, attuale nemico del partito di cui è esponente.
Divenuto segretario generale, ha portato ben tre milioni di lavoratori in piazza contro le riforme dell’articolo 18, ma è stato anche il firmatario dell’accordo Ciampi-Giugni, che rappresenta la “costituzione del sindacalismo italiano” ed ha appoggiato la riforma delle pensioni del 1995. Conclusa l’esperienza a corso d’Italia, entra in politica, riconquistando Bologna “la rossa”, città che per un breve periodo era stata amministrata da liste civiche vicine al centro-destra, con il 55% dei voti nel 2004.
Dopo aver rinunziato ad una sua nuova candidatura a sindaco, nel 2009 viene eletto parlamentare europeo, e viene riconfermato nel 2014 con 121.146 preferenze, segno di una popolarità che non è mai venuta a mancare.

LA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE LIGURI

L’ala minoritaria del PD cercava da tempo un esponente, un nome per le primarie liguri che fosse in grado di oscurare i giovani di Renzi. Si è rivolta proprio a Sergio Cofferati, che ha accettato di candidarsi alle primarie. Il nulla-osta da Roma è arrivato: Renzi non ha dichiarato il suo appoggio, ma neanche ha ostacolato l’investitura.
Difficile comprendere se il messaggio debba essere interpretato come un “Cofferati gode di una tale popolarità da non poter essere contrastato senza rimediare una brutta figura” o come un “Cofferati ha il beneplacito del segretario, dunque non si contesta la sua candidatura”. E’ difficile favorire la seconda ipotesi: l’ex-sindacalista ha contestato duramente il Job’s Act, manovra giudicata deleteria perché basata sugli stessi principi delle riforme che da segretario confederale ha combattuto per anni.

GLI ALTRI CANDIDATI

Nonostante però Cofferati sia considerato un candidato vincente non vi è l’unanimità di consensi del suo partito, almeno in Liguria: Raffaella Paita non si ritirerà e cercherà di riuscire nell’impresa impossibile di sconfiggere lo “sceriffo rosso”. Giovane, donna, non appartenente alla vecchia guardia, sembrava anche lei poter godere di un ampio consenso locale, ma è adesso sotto accusa da parte dei media locali per l’errata gestione della giunta regionale della quale fa parte. Altro candidato doveva essere Alberto Villa, responsabile comunicazione del PD, ma il medesimo aveva deciso di ritirarsi dalla competizione qualora Cofferati fosse sceso nell’arena.

LA DICHIARAZIONE DI OGGI

Mi candido, è chiaro che la storia di questa regione è finita. Pensare di proporre aggiustamenti per cose che si sono incrinate sarebbe clamoroso. Bisogna avere il coraggio di cambiare. Immaginare che il cambiamento possa essere prodotto da chi aveva responsabilità in precedenza, è fuori luogo“: questa la frase con la quale la candidatura è stata ufficializzata, forse un attacco rivolto proprio a Paita.
Adesso l’appuntamento è per il 21 Dicembre, nel pieno delle festività natalizie, per conoscere chi sarà tra Paita e Cofferati il successore di Burlando, attuale presidente della Regione.

Vincenzo Laudani