Questa settimana la top ten si rivela decisamente statica con le prime sei posizioni che risultano invariate: A fare da apripista è nuovamente Enrique Iglesias, da sei settimane al numero 1, medaglia d’argento per Robin Schulz, Lilly Wood and The Prick, terza posto per Sia, quarto per gli Sheppard, quinto Tiziano Ferro e sesta Meghan Trainor. Scendono i Saint Motel e Calvin Harris che occupano rispettivamente gli ultimi due posizioni della top ten, mentre entra, come pronosticato, Avener, ora al numero 8.

Al numero 7 abbiamo una nuova entrata: Come Vorrei di Vasco Rossi. Il singolo, primo estratto dall’album Sono Innocente, non si discosta affatto dal clima di evidente piattume artistico al quale ci ha abituato il “rocker” di Zocca negli ultimi dieci anni. Una ballad che, pur presentando degli spunti interessanti, non riesce a resistere all’infimo richiamo della banalità, sviluppandosi in soluzioni prive di alcunché attrattiva, originalità o passione. Se tutto ciò fosse stato finalizzato a raggiungere una certa musicalità avremmo anche potuto perdonare il buon Vasco, che di cose egregie in passato ne ha fatte, ma il pezzo risulta essere ciò che di meno accattivante è presente in classifica. In conclusione non ci si può non soffermare sulla desolazione che colpisce attualmente il panorama musicale italiano, segnato da grandi artisti che, lungi dal mettersi umilmente da parte, non stentano a vendere alle loro cieche fanbase la propria svogliatezza creativa. Fortunatamente ci sono delle eccezioni, degli sprazzi di luce nell’oscuro mare della deliberata e consapevole mancanza d’inventiva che attanaglia la discografia italiana, che fanno ben sperare per il futuro…

L’eccezione che speriamo non confermi la regola la troviamo al numero 18 in Grey Goose di Cesare Cremonini. Il cantautore bolognese da anni ormai stupisce con la propria produzione, che nonostante sia di stampo marcatamente commerciale riesce a portare avanti un processo qualitativo estremamente interessante, ripescando furbescamente atmosfere british e coniugandole a uno stile cantautorale leggero ma al contempo decisamente ispirato. Il pezzo in questione, dal testo audace e dalle sonorità vintage, tratta in maniera compiaciuta, ironica e volutamente contraddittoria il tema dell’innamoramento, che può tornare a sorprendere anche i cuori meno giovani, risultando nettamente meno immediato e incisivo del precedente Logico #1, ma altrettanto interessante e piacevole.

Al numero 27 salgono i Subsonica con Di Domenica. Il pezzo è sicuramente particolare: dal testo essenzialmente evocativo e dall’intesa carica emotiva, disegna un quadro di una dolcezza disarmante nel quale le ansie, le paure e i turbamenti causati dall’incertezza del futuro vengono acquietati dalla rassicurante e al contempo sensuale voce del leader Samuel, che conduce l’ascoltatore per mano in un’atmosfera magica e surreale, sospesa tra dubbio e speranza, e permeata da un’indefinita sfumatura di dolorosa malinconia. L’intimismo intrinseco del pezzo viene inoltre messo in risalto, per contrasto, dall’utilizzo armonioso della componente elettronica, da sempre cavallo di battaglia della band di Torino. In definitiva il brano risulta decisamente atipico se comparato ai classici della band, avvicinandosi per tematiche e struttura, piuttosto che per sonorità, a certo rock alternativo anni ’90 che ha fatto della mestizia generazionale il proprio biglietto da visita, e proprio per questo aspramente criticato dai puristi. Nel frattempo, ancora indecisi se annoverarlo tra le note stonate o tra le perle rare, non possiamo far altro che godercelo.

Per questa settimana è tutto, alla prossima per scoprire altri nuovi successi!

Alfredo Gabriele Galassi