ACERRA – La manifestazione delle ” mamme coraggio ” di Acerra, si è spostata, dopo quattro giorni, dell’inceneritore al comune successivamente alla conferma che, se a norma, le ecoballe da Eboli verranno bruciate nell’inceneritore acerrano. Solo pochi giorni fa, in seguito alle continue proteste e al blocco dei camion trasportanti rifiuti, la notizia che le ecoballe provenienti dal sito di stoccaggio di Coda di Volpe non sarebbero state trasportate all’inceneritore di Acerra. Notizia rivelatasi ben presto illusoria; prima confermata in una nota stampa, con la quale l’assessore all’ambiente Romano annunciava appunto di aver chiesto alla società provinciale di Salerno di bloccare i trasferimenti di ecoballe, poi smentita dallo stesso assessore al TG 3 Regione. Stamani si sono riunite, per chiedere al sindaco un incontro chiarificatore e partecipazione attiva alla protesta, oltre un centinaio di persone presso il comune di Acerra, tra mamme coraggio, studenti, ambientalisti e addirittura bambini. I manifestanti hanno ottenuto l’incontro ( precedentemente negato ) e il confronto tra Raffaele Lettieri e una delegazione di mamme si è tenuto alle ore dieci di questa mattina. I restanti attivisti, invece, hanno mantenuto la propria posizione all’estero del municipio, pronti ad avviare, in caso di risposta negativa da parte del sindaco, un presidio ad oltranza. Importanti, per capire il malessere che sta vivendo la cittadinanza, le dichiarazioni dell’architetto Virginia Petrellese, presidentessa del ” Comitato donne 29 agosto ” che da 10 anni si occupa dei problemi relativi all’inceneritore e che sostiene anche in quest’occasione le mamme coraggio : ” Riguardo la questione inceneritore ed ecoballe provenienti dal salernitano la nostra posizione è di strenua e convinta opposizione. Se anche le ecoballe non fossero tossiche ( cosa ancora da chiarire ) il problema continuerebbe a permanere dato che è l’inceneritore stesso a non essere a norma. Questa è una questione ricca di contraddizioni ed è inutile continuare a dichiarare che quello di Acerra è l’inceneritore più bello d’Europa perché non è così. Lo dimostrano il mancato rinnovo di certificazoni da parte dell ‘ A.I.A ,i continui casi di tumore e degrado ambientale e la direttiva Europea 2000/76. Esso viola infatti l’art.8 com.100 per inadempienza progettuale, l’altezza dei camini, di soli cento metri,non garantisce la giusta dispersione di emissioni nell’aria. Chiediamo, pertanto, che l’inceneritore venga adeguato ( l’altezza minima dei camini dovrebbe essere di 400 metri ) o, se ciò non fosse possibile, chiuso, per lasciare così che il territorio di Acerra ricominci a respirare “.

Tuttavia, nonostante le forti tensioni, durante l’incontro il sindaco Lettieri non ha assunto una vera e propria posizione. Si è limitato, provando a rassicurare le mamme, a smentire le dichiarazioni fatte dell’assessore Romano al TG 3 Regione e ha dichiarato di essere in attesa di capire quale sarà l’effettiva iniziativa della Regione in merito alla questione. Intanto l’A2A, la società lombarda che gestisce il termovalorizzatore, ha informato che ” la situazione di blocco dei camion dei giorni precedenti sta avendo ripercussioni anche nella raccolta dei rifiuti urbani nei comuni e negli impianti Stir ” e che ” invita tutti i cittadini agli incontri, organizzati dal 2011, proprio per offrire l’opportunità di conoscere in maniera più approfondita l’inceneritore e i processi gestionali adottati dall’azienda “. Infine il Circolo ebolitano di Sel, in cerca di compromessi, gioca la carta del dialogo dichiarando : ” Non c’è necessità di innescare una guerra tra poveri. I danni causati da chi detiene il potere politico non devono e non possono dividere popolazioni duramente e ugualmente provate dall’inquinamento “.

Ma il ” Comitato donne 29 agosto ” si dichiarara contrario all’ingresso dei partiti in tali questioni. ” I comitati, quali il nostro, si sono sempre battuti per le proprie idee senza né destra né sinistra e continueremo a farlo e a ribadire il nostro no alle ecoballe provenienti da Eboli a danno della nostra città “. Si attendono, dunque, ulteriori aggiornamenti per quella che si profila essere una questione ancora lontana da una risoluzione definitiva e accettabile per tutti.

Francesca Nappo