Dopo l’inchiesta pubblicata sul sito britannico del Guardian e su molti altri giornali europei sul caso Luxleaks, le reazioni in Europa sono state varie. Il nuovo presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker è finito nella bufera, a causa dello scandalo che lo vedrebbe imputato di essere il padrino degli accordi fiscali anti-tasse stretti dal Lussemburgo durante il suo mandato da premier. Il nuovo parlamento europeo è ancora in fermento, ma le cose si stanno facendo più chiare, pare che i socialisti europei abbiano chiesto spiegazioni senza che l’istituzione europarlamentare abbia chiesto un’audizione di Juncker.

Sul caso, infatti, è intervenuto l’europarlamentare del Partito Democratico, David Sassoli, il quale all’Espresso ha dichiarato che Juncker “è venuto in parlamento e ha parlato di di lotta ai paradisi fiscali, contro la distorsione della concorrenza, contro il dumping fiscale. Il parlamento gli ha concesso fiducia e ora lui deve sentire il dovere di confermare quelle intenzioni”. Il problema principale per Sassoli è che il comportamento di Juncker rischia di minare “la credibilità della commissione”.

Ma a Bruxelles da un lato c’è la necessità di dover chiarire quanto è accaduto, dall’altra sono cominciate le operazioni di salvataggio per far sì che non ci siano delle conseguenze politiche per il presidente della Commissione, il ministro Pier Carlo Padoan ha ridimensionato il caso rispondendo alle accuse rivolte a Juncker con un “penso assolutamente di no”. Il francese Pierre Moscovici, invece, intende eliminare ogni dubbio su possibili conflitti d’interesse chiarendo che “la priorità dei prossimi anni è raggiungere l’armonizzazione fiscale e fare passi avanti nella lotta contro l’elusione e l’evasione delle tasse”.

Il Ppe, intanto, ha fatto sapere che è una cosa normale che “la Commissione debba investigare sulla situazione del Lussemburgo, ma Juncker ha detto chiaramente che sarà imparziale e non interverrà”, ha detto il capogruppo Manfred Weber. Il vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani ha spiegato che “non c’è nessuna responsabilità diretta nella vicenda”, insomma, la difesa fa la sua parte e l’ex premier del Lussemburgo non si tocca. In ogni caso, su una testimonianza d’urgenza di Juncker in Aula sarà la riunione dei segretari generali dei gruppi che si terrà martedì, il cui esito resta aperto.

Luca Mullanu

 

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.