Proteste in seguito alla scomparsa degli studenti

Il procuratore generale del Messico, Jesús Murillo Karam, ha annunciato che i 43 studenti, rapiti lo scorso 26 settembre nella città di Iguala durante alcuni scontri con la polizia, potrebbero essere stati uccisi. A confessare gli omicidi sono stati tre presunti membri del cartello della droga messicano Guerreros Unidos che operano nello stato federale di Guerrero.
Oltre ad ammettere le proprie colpe, i criminali hanno aggiunto che i ragazzi sono stati consegnati al gruppo dalla polizia e che almeno 15 di questi erano già morti asfissiati. Dopo aver sparato al resto degli studenti, i corpi sono stati dati alle fiamme per 14 ore consecutive con legno, petrolio, plastica e pneumatici in una discarica sita a Cocula . “Il fuoco è durato da mazzanotte fino alle due del pomeriggio del giorno successivo, i criminali non hanno potuto toccare i corpi per tre ore a causa della loro elevata temperaturaha detto il procuratore. Agli inquirenti sono state anche mostrate sei piccole borse nere contenenti resti umani ancora non identificati, ma secondo Murillo: “Lalto livello di degradazione causato dal fuoco nei resti che abbiamo trovato rende molto difficile l’estrazione del DNA che ci permetterebbe un’identificazione” e ha poi aggiunto: “So che le informazioni che abbiamo ottenuto causano profondo dolore nelle  famiglie“.

Un portavoce delle famiglie ha detto che queste non avrebbero dato per certa la morte dei ragazzi fino a quando gli scienziati forensi argentini, che attualmente stanno lavorando al caso, non avessero dato una conferma ufficiale. “Finchè non ci saranno risultati, i nostri figli restano vivi” ha detto Felipe de la Cruz, padre di uno dei ragazzi scomparsi. Anche Murillo è della stessa opinione e ha annunciato che le autorità continueranno a considerare i ragazzi scomparsi. Ricerche precedenti avevano messo alla luce delle fosse comuni, ma alcuni esami hanno mostrato che non contenevano i resti degli studenti.

Il caso ha scosso con violenza tutto il paese. Migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro l’inefficienza del governo federale e soprattutto contro il coinvolgimento dei suoi funzionari e pubblici officiali in numerosi delitti perpetrati sul territorio messicano. L’attuale caso è solo uno di questi. Molti sono i cittadini che hanno aiutato nelle ricerche.

I ragazzi scomparsi più di un mese fa erano studenti di una scuola di formazione per insegnanti, diretti ad Iguala per raccogliere fondi e per protestare contro pratiche di assunzione ritenute da loro discriminatorie. Durante gli scontri con la polizia, sei manifestanti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco e alcuni testimoni hanno assistito al rapimento dei 43 ragazzi. Fino ad ora sono state arrestate più di settanta persone per l’accaduto, compreso il sindaco di Iguala Jose Luis Abarca e sua moglie Maria de los Angeles Pineda.
Il sindaco è stato accusato dagli ufficiali di aver ordinato di caricare gli studenti per impedire loro di disturbare un discorso pubblico tenuto dalla moglie.

Bruno Formicola

CONDIVIDI
La redazione di Libero Pensiero News è composta da una settantina di collaboratori giovani, talentuosi, belli e intelligenti. Come si fa a non amarli?