Prevista per oggi la nomina a Ministro della Giustizia di Loretta Lynch, procuratore generale, uno dei più importanti per la precisione, del distretto Eastern di New York, Brooklyn.
Ad annunciarlo è il Presidente Barack Obama dalla Casa Bianca, alla presenza del Ministro in uscita, Eric Holder, il quale ha annunciato il suo ritiro lo scorso settembre.
Si suppone cheLynch sappia tenere testa ai grandi passi compiuti proprio dal quasi ex-ministro che ha introdotto riforme importanti sui diritti civili e sulla riforma penale, stabilendo storici passi in avanti per il paese.
Tale nomina dovrà essere successivamente confermata in Senato.

Il perché della scelta di Lynch

Nasce in North Carolina il 21 Maggio del 1959, si forma all’Università di Harvard, facoltà di Legge.
Viene nominata procuratore da Bill Clinton nel 1999.
Una posizione lasciata nel 2001 e ripresa nel 2010, su comando di Obama.

Oltre la straordinaria carriera di questa donna, nelle note si leggono parole di estrema positività: “Loretta Lynch è un procuratore forte e indipendente che per due volte ha guidato uno dei più importanti uffici da procuratore degli Usa”.

La sua nomina, oltretutto, non è dipesa da legami con il Presidente, i quali sono assenti secondo un resoconto del Times, quanto dalla forte esigenza dello Stato di rinnovare molti membri dello staff, dopo la grande disfatta dei democratici nelle ultime elezioni a medio termine.
Sicuramente Loretta Lynch è una donna ampiamente rispettata e gode di buona reputazione.
In passato, oltretutto, ha partecipato alla condanna di azioni riguardo il crimine organizzato, svariati casi di corruzione e di terrorismo.
Proprio in merito al suo passato di forte figura in questo campo, che Obama, con molta probabilità, l’ha voluta al suo fianco.
Dalla controparte emergono le parole di Charles Grassley, repubblicano dell’Iowa, il quale ha affermato che il caso Lynch andrà incontro ad un esame approfondito, dato che raramente i procuratori vengono elevati a questo tipo di incarico.
Come già ribadito prima, sono i fatti compiuti dalla donna a parlare.

Fabrizio Consiglio