Qualche giorno fa, quando l’intervento dei pentastellati aveva aiutato a chiudere il capitolo “Consulta”, sembrava che ci fossero le circostanze per l’inizio di una più stabile collaborazione tra il Partito Democratico e il MoVimento, che potesse superare l’asse Renzi-Berlusconi. Eppure, nonostante le aperture di Di Maio che avevano molto indispettito il Nuovo Centrodestra, oggi quella prospettiva appare già sfumata.

Una prima chiusura è quella di Vito Crimi, che in un post su Facebook risalente a due giorni fa, scriveva “Non c’è nessun “accordo” M5S-PD“, perché “Il Partito Democratico rimane per noi il partito delle lobby e degli affari. Il partito che vota in massa 35 fiducie ad altrettanti provvedimenti in poco più di un anno, annientando il dibattito democratico in aula e isolando i dissidenti al suo interno“.

Duro anche Beppe Grillo che sul blog rilancia l’offensiva verso Napolitano, Renzi e Berlusconi.Un presidente della Repubblica eletto(si) per la seconda volta contro lo spirito della Costituzione che decide lui quando dimettersi ricattando di fatto il Parlamento, un ciarlatano mai eletto in elezioni politiche e un capo di un partito creato da Dell’Utri che sconta sette anni di prigione per concorso esterno in associazione mafiosa“. Per l’ex comico ” nessuno sano di mente può pensare che possano guidare l’Italia“. Nessuna fiducia quindi, nei confronti dell’asse delle “riforme” che si reggerebbe su di una catena di interessi che il M5s avrebbe l’obbligo di spezzare.

Ma la prospettiva di una maggioranza delle riforme alternativa viene cassata anche dallo stesso Silvio Berlusconi, che in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa assicura: “Noi non vogliamo rompere il patto“. Per il Cavaliere, comunque, un’intesa tra pentastellati e democratici, anche a volerla ipotizzare è davvero impossibile. “No, non temo un patto tra Renzi e Grillo. E sa perché? Perché non converrebbe a nessuno dei due. Perderebbero entrambi la faccia davanti ai propri elettori“, la pensa così il leader di Forza Italia. Per l’ex premier l’idea di un patto del Nazareno che scricchiola, è soltanto una strategia di Renzi per spaventarlo, in realtà “il fatto è che Renzi mi ha chiesto di cambiare gli accordi per la decima volta. Vuole introdurre una variante – il premio alla lista e non alla coalizione – che favorirebbe lui e penalizzerebbe il centrodestra“.

Anche Denis Verdini, “custode” del patto, si mostra tranquillo e dalle colonne di Libero. “Il Patto del Nazareno terrà. E non si voterà a primavera“. Dello stesso avviso anche Giovanni Toti:A me sembra che nessuno abbia mai detto di voler far saltare il patto del Nazareno o di non voler fare le riforme. Secondo Renzi scricchiola? Si vede che Renzi sente dei rumori“.

Parole inequivocabili, e forse anche un po’ deludenti per chi, tra elettori e militanti, sperava che questa forse la volta buona per cambiare verso. Per rottamare quella profonda sintonia tra il Renzi e Berlusconi, che è costata carissimo a tutti coloro che avevano votato il Partito Democratico nella speranza di poter governare senza certi giochi politici e che mai avrebbero sperato di fare le riforme col nemico giurato d’un tempo.

Antonio Sciuto